Il girone di andata della SuperLega si chiude con il posticipo tra Padova e Monza.
Quattro punti separano le due formazioni in classifica: i padroni di casa sono a quota 7, gli ospiti a quota 3.
Sestetto classico per Padova che schiera Orduna in palleggio, Giannotti opposto, Mattei e Volpato al centro, Rosso e Quiroga in posto 4, Balaso libero.
Monza risponde con la diagonale Jovovic-Padura Diaz, i centrali Gotsev-Elia, gli schiacciatori Botto-Galliani, il libero De Pandis.
Il Vero Volley parte bene e vola a +5 grazie a due punti consecutivi di Botto (4-9).
Padova è in difficoltà e gli avversari ne approfittano. La pipe di Botto vale il 10-18. Esce un Quiroga sottotono ed entra Garghella.
Nella parte finale del parziale i veneti provano a reagire.
Giannotti annulla due set-point con una diagonale e un ace, ma il muro di Monza chiude sul 20-25.
Il secondo set inizia con Quiroga in campo. L'atteggiamento dei padroni di casa sembra diverso e Rosso spinge i suoi verso il 7-2, che costringe Vacondio a chiamare un time-out.
La voglia di fare bene di Monza e gli errori di Rosso (invasione) e Giannotti (colpisce l'asta) riportano il parziale in equilibrio (7-6).
Un nuovo allungo consente ai veneti di arrivare al time-out tecnico a +4 (12-8), ma il Vero Volley recupera e sorpassa sul 13-14. Quiroga torna in panchina.
Entrambe le formazioni commettono errori e giungono al 18-18. Si procede in equilibrio fino al 23-22 segnato dal primo tempo di Gotsev, poi la schiacciata di Rosso e l'attacco out di Galliani riportano il match in parità.
Nel terzo set Garghella è titolare al posto di Quiroga. Dall'altra parte della rete troviamo Tiberti, già presente negli ultimi scambi, al posto di Jovovic.
Buon inizio per la Tonazzo, che con un primo tempo di Volpato viaggia sul +3 (3-0). Monza recupera e grazie a Padura Diaz arriva in vantaggio al time-out tecnico (11-12).
Intanto Aguillard ha preso il posto di Mattei nel reparto centrale dei padroni di casa.
Le due formazioni restano vicine nel punteggio e bisogna arrivare ai vantaggi per decretare un vincitore. Dopo un set-point per Padova è Monza ad avere la meglio, con la firma finale di Padura Diaz (25-27).
Nel quarto set confermati Garghella e Aguillard da una parte e Tiberti dall'altra.
I primi due punti di Monza derivano da due errori in attacco di Padova.
La squadra di casa non riesce a tener testa all'avversario e al time-out tecnico è in svantaggio 7-12.
Un po' di nervosismo e qualche protesta conducono al cartellino rosso per Orduna.
Il Vero Volley ne approfitta e si porta a +9 grazie al muro di Elia su Aguillard (11-20).
Torna in campo Quiroga, che finalmente mette giù i primi, ed unici, due punti della sua partita.
Monza conquista ben nove match-point (15-24). Padova riesce ad annullarne tre, poi Gotsev mette la firma su un'importante e tanto attesa vittoria.
Brutta sconfitta per i ragazzi della Tonazzo, che sembravano un po' mancanti di concentrazione e non sono mai apparsi pienamente in partita. Molti, troppi errori diretti.
Si è sentita molto la mancanza di un'attaccante come Quiroga, giustamente sostituito ma forse poi "dimenticato" in panchina.
Prestazione al di sotto delle sue possibilità anche per Mattei.
Si è visto un Giannotti a fasi alterne, con buoni colpi ma anche tanti errori.
Rosso, da bravo capitano, ha provato a resistere all'avversario e a guidare i suoi senza arrendersi.
Monza termina il 2014 e il girone di andata con la prima vittoria stagionale.
Tre punti importanti che risollevano il morale. In classifica raggiunge Milano a quota sei e si porta ad una sola lunghezza da Città di Castello e Padova.
Ottima prestazione a muro, con un totale di 17 punti solo in questo fondamentale.
Buona prova di Padura Diaz che viene eletto MVP del match.
Determinante anche Botto, il migliore in campo a mio parere.
Tonazzo Padova - Vero Volley Monza 1-3 (20-25 25-22 25-27 18-25)
martedì 30 dicembre 2014
lunedì 29 dicembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Treia-Modena. Il muro dei marchigiani ferma Modena
Nell'ultima giornata del girone di andata si affrontano due squadre dalle alte aspettative.
Periodo delicato per entrambe: Modena arriva dalla prima sconfitta del Campionato e da una vittoria difficile al tie-break, mentre Treia è reduce da due insuccessi consecutivi.
In palio in questa giornata di SuperLega ci sono ancora il titolo di "campione d'inverno" e il miglior piazzamento possibile in vista dei quarti di finale di Coppa Italia.
Giuliani schiera la diagonale Baranowicz-Sabbi, Podrascanin-Stankovic al centro, Parodi-Kurek in posto 4, Henno libero. Ancora assente per infortunio Fei.
Lorenzetti risponde con la diagonale Bruninho-Vettori, i centrali Piano-Verhees, gli schiacciatori Petric-Ngapeth, il libero Rossini.
Partenza decisa per Treia, che si porta subito avanti e giunge al time-out tecnico sul 12-8. L'ottimo lavoro a muro dei padroni di casa mantiene la squadra a +4.
Modena prova a reagire e riesce a trovare il -2 con una diagonale di Vettori (18-16).
La Lube si rinforza mettendo in campo Paparoni (a referto come schiacciatore e non libero) al posto di Kurek in seconda linea e successivamente allunga di nuovo sfruttando il turno in battuta di Parodi: ace che vale il 22-18, diagonale di Sabbi, out di Ngapeth che non trova le mani del muro.
Lo schiacciatore francese si rifà subito annullando il primo di sei set-point, poi entra in campo Boninfante per il servizio e lo sbaglia, consegnando il 25-19.
Il secondo set appare molto equilibrato, si gioca punto a punto fino al break di Modena sul 7-9, dovuto all'attacco out di Parodi. Al time-out tecnico sono ancora due lunghezze a separare le due formazioni, ma al rientro in campo il muro di Petric su Sabbi porta gli ospiti a +3 (10-13).
Giuliani vuole qualcosa di più e sul 15-17 prova a far entrare Kovar nel ruolo di opposto.
La Lube riduce lo svantaggio e, dopo una ricezione di Modena che tocca il soffitto del palazzetto, si ritrova a -1 (19-20). Modena, però, non vuole sprecare il parziale e riprende la sua corsa verso l'1 pari, che si concretizza grazie ad una schiacciata di Ngapeth (21-24) e ad un bagher impreciso (21-25).
Sabbi nuovamente in campo per il terzo set.
Modena prova subito ad allungare con un buon muro di Petric (0-2), ma Treia recupera e sorpassa l'avversario grazie al muro di Parodi su Verhees e a due ace consecutivi di Kurek (6-3).
Petric recupera il terreno perso e Piano segna il +1 con un primo tempo (10-11) che viene ripetuto mandando le squadre al time-out tecnico (11-12).
Modena ottiene e mantiene il +3 grazie al muro: di Petric sul rientrato Kovar (12-15) e di Vettori su Kurek (18-21).
Il parziale torna in parità a quota 22, ma due punti consecutivi di Verhees, un primo tempo e un muro, regalano il 23-25.
Treia si impone fin dai primi scambi del quarto set. Parodi porta i suoi al time-out tecnico con un vantaggio di quattro punti (12-8), che aumenta ulteriormente dopo la pausa in seguito ad un muro di Kovar su Ngapeth (che viene rilevato da Kovacevic) e ad un errore in attacco di Vettori (14-8).
Modena ha perso lucidità e subisce il gioco di Treia.
Lorenzetti, dopo la carta Kovacevic, prova anche il doppio cambio con Boninfante-Casadei per Bruninho-Vettori, ma la Lube è padrona del campo e i nuovi entrati non riescono a migliorare la situazione (a Boninfante vengono anche fischiati due falli in palleggio).
Il parziale termina 25-15, con un primo tempo di Podrascanin.
I primi tre punti del tie-break sono frutto di altrettanti errori in battuta (1-2).
Modena prova ad allungare con una pipe di Petric (1-3), ma il fallo in palleggio fischiato a Vettori riporta la parità (4-4). Dopodiché è "Lube show", con cinque muri consecutivi messi a terra: è Podrascanin ad aprire le danze bloccando Vettori e Ngapeth; i due modenesi vengono fermati nelle azioni successive anche da Kurek prima e Baranowicz poi; infine arriva il turno di Kovacevic, murato dall'inarrestabile Podrascanin. I marchigiani arrivano dunque al 10-5.
Resta poco da fare a Modena, che vede scivolare via il punteggio.
Vettori sbaglia la battuta concedendo cinque match-point agli avversari.
Bruninho annulla il primo. Kovar pone il sigillo sulla partita (15-10).
Seconda sconfitta stagionale per Modena, che in questa occasione ha giocato a fasi alterne. Molti errori al servizio. Positive le prestazioni di Verhees e di Petric, trascinatore della squadra in alcune fasi di recupero.
Treia ha vinto soprattutto grazie ad un'ottima prestazione a muro e ha superato gli avversari anche nelle percentuali di difesa e attacco. Diversi errori dai 9 metri anche per i ragazzi allenati da Giuliani.
Podrascanin è stato incontrastabile a muro (ne ha messi a terra 7) e questo ha contribuito a farlo nominare MVP della partita.
Efficaci e determinanti anche le prove di Parodi e Kurek.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Modena Volley 3-2 (25-19 21-25 23-25 25-15 15-10)
Periodo delicato per entrambe: Modena arriva dalla prima sconfitta del Campionato e da una vittoria difficile al tie-break, mentre Treia è reduce da due insuccessi consecutivi.
In palio in questa giornata di SuperLega ci sono ancora il titolo di "campione d'inverno" e il miglior piazzamento possibile in vista dei quarti di finale di Coppa Italia.
Giuliani schiera la diagonale Baranowicz-Sabbi, Podrascanin-Stankovic al centro, Parodi-Kurek in posto 4, Henno libero. Ancora assente per infortunio Fei.
Lorenzetti risponde con la diagonale Bruninho-Vettori, i centrali Piano-Verhees, gli schiacciatori Petric-Ngapeth, il libero Rossini.
Partenza decisa per Treia, che si porta subito avanti e giunge al time-out tecnico sul 12-8. L'ottimo lavoro a muro dei padroni di casa mantiene la squadra a +4.
Modena prova a reagire e riesce a trovare il -2 con una diagonale di Vettori (18-16).
La Lube si rinforza mettendo in campo Paparoni (a referto come schiacciatore e non libero) al posto di Kurek in seconda linea e successivamente allunga di nuovo sfruttando il turno in battuta di Parodi: ace che vale il 22-18, diagonale di Sabbi, out di Ngapeth che non trova le mani del muro.
Lo schiacciatore francese si rifà subito annullando il primo di sei set-point, poi entra in campo Boninfante per il servizio e lo sbaglia, consegnando il 25-19.
Il secondo set appare molto equilibrato, si gioca punto a punto fino al break di Modena sul 7-9, dovuto all'attacco out di Parodi. Al time-out tecnico sono ancora due lunghezze a separare le due formazioni, ma al rientro in campo il muro di Petric su Sabbi porta gli ospiti a +3 (10-13).
Giuliani vuole qualcosa di più e sul 15-17 prova a far entrare Kovar nel ruolo di opposto.
La Lube riduce lo svantaggio e, dopo una ricezione di Modena che tocca il soffitto del palazzetto, si ritrova a -1 (19-20). Modena, però, non vuole sprecare il parziale e riprende la sua corsa verso l'1 pari, che si concretizza grazie ad una schiacciata di Ngapeth (21-24) e ad un bagher impreciso (21-25).
Sabbi nuovamente in campo per il terzo set.
Modena prova subito ad allungare con un buon muro di Petric (0-2), ma Treia recupera e sorpassa l'avversario grazie al muro di Parodi su Verhees e a due ace consecutivi di Kurek (6-3).
Petric recupera il terreno perso e Piano segna il +1 con un primo tempo (10-11) che viene ripetuto mandando le squadre al time-out tecnico (11-12).
Modena ottiene e mantiene il +3 grazie al muro: di Petric sul rientrato Kovar (12-15) e di Vettori su Kurek (18-21).
Il parziale torna in parità a quota 22, ma due punti consecutivi di Verhees, un primo tempo e un muro, regalano il 23-25.
Treia si impone fin dai primi scambi del quarto set. Parodi porta i suoi al time-out tecnico con un vantaggio di quattro punti (12-8), che aumenta ulteriormente dopo la pausa in seguito ad un muro di Kovar su Ngapeth (che viene rilevato da Kovacevic) e ad un errore in attacco di Vettori (14-8).
Modena ha perso lucidità e subisce il gioco di Treia.
Lorenzetti, dopo la carta Kovacevic, prova anche il doppio cambio con Boninfante-Casadei per Bruninho-Vettori, ma la Lube è padrona del campo e i nuovi entrati non riescono a migliorare la situazione (a Boninfante vengono anche fischiati due falli in palleggio).
Il parziale termina 25-15, con un primo tempo di Podrascanin.
I primi tre punti del tie-break sono frutto di altrettanti errori in battuta (1-2).
Modena prova ad allungare con una pipe di Petric (1-3), ma il fallo in palleggio fischiato a Vettori riporta la parità (4-4). Dopodiché è "Lube show", con cinque muri consecutivi messi a terra: è Podrascanin ad aprire le danze bloccando Vettori e Ngapeth; i due modenesi vengono fermati nelle azioni successive anche da Kurek prima e Baranowicz poi; infine arriva il turno di Kovacevic, murato dall'inarrestabile Podrascanin. I marchigiani arrivano dunque al 10-5.
Resta poco da fare a Modena, che vede scivolare via il punteggio.
Vettori sbaglia la battuta concedendo cinque match-point agli avversari.
Bruninho annulla il primo. Kovar pone il sigillo sulla partita (15-10).
Seconda sconfitta stagionale per Modena, che in questa occasione ha giocato a fasi alterne. Molti errori al servizio. Positive le prestazioni di Verhees e di Petric, trascinatore della squadra in alcune fasi di recupero.
Treia ha vinto soprattutto grazie ad un'ottima prestazione a muro e ha superato gli avversari anche nelle percentuali di difesa e attacco. Diversi errori dai 9 metri anche per i ragazzi allenati da Giuliani.
Podrascanin è stato incontrastabile a muro (ne ha messi a terra 7) e questo ha contribuito a farlo nominare MVP della partita.
Efficaci e determinanti anche le prove di Parodi e Kurek.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Modena Volley 3-2 (25-19 21-25 23-25 25-15 15-10)
lunedì 22 dicembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Trento-Modena. Prova di forza di Trento che conquista 3 punti importanti
L'undicesima giornata del Campionato presenta una grande sfida tra due squadre di alto livello.
Modena è la protagonista della prima parte della stagione, con 9 vittorie su 9, un solo set perso e un gioco di elevata qualità.
Anche Trento, però, sta ottenendo ottimi risultati, con una sola sconfitta (contro una promettente Verona, forse non ancora del tutto sbocciata) e buone prestazioni da parte di tutti gli atleti.
E a tal proposito, prima dell'inizio del match Lanza è stato premiato come MVP della SuperLega del mese di novembre.
In campo per i padroni di casa: la diagonale palleggiatore-opposto Zygadlo-Nemec, i centrali Birarelli-Solé, gli schiacciatori Kaziyski-Lanza, il libero Colaci.
Lorenzetti risponde con Bruninho in regia, Vettori opposto, Piano-Verhees al centro, Petric-Kovacevic in posto 4, Rossini libero.
Il primo set inizia bene per Modena che, con il muro di Vettori su Kaziyski, si porta a +3 (2-5). Trento si fa trovare pronta e risponde colpo su colpo, ottenendo prima la parità a quota 8 e poi il sorpasso. L'ace di Lanza vale il +2 e il time-out tecnico (12-10). Dopo la pausa i padroni di casa allungano ancora grazie al secondo ace dello schiacciatore e al muro su Kovacevic nell'azione seguente (14-10).
Dopo un altro muro subito e qualche difficoltà in ricezione, Kovacevic viene sostituito da Ngapeth, che però non riesce a lasciare il segno. Trento prende il largo e arriva al 24-18 con Nemec; l'attacco out di Vettori pone fine al parziale.
Nel secondo set Lorenzetti si affida di nuovo a Kovacevic. L'iniziale 1-3 viene presto ribaltato da un ritrovato Kaziyski (percentuali basse per lui in attacco nel parziale precedente) e dai muri dei compagni.
Kovacevic lascia ancora il posto a Ngapeth, ma Trento appare molto determinata e Modena subisce troppo a muro e in battuta e regala anche qualche errore diretto.
Un attimo di riposo e riflessione per Bruninho e Vettori, che tramite il doppio cambio lasciano il posto a Boninfante e Casadei per qualche azione.
Kaziyski mette a terra il punto del 24-18, Petric annulla il primo set-point, poi Nemec chiude il parziale con un muro.
Nel terzo set parte titolare Ngapeth, che dopo aver fatto punto urla tirando fuori la sua rabbia e la sua grinta. Modena sembra decisa a prolungare la partita, lavora meglio in attacco e al servizio e arriva al time-out tecnico sul +5 (7-12).
Trento non si arrende e recupera. Birarelli conduce i suoi al -1 grazie al muro su Verhees, che viene sostituito da Sala, e ottiene anche il punto del sorpasso approfittando di una ricezione negativa dei modenesi (14-13).
Il set procede con i break dei padroni di casa e i recuperi di Modena.
Kaziyski guadagna un match-point (24-23) che viene annullato dalla battuta out di Nemec.
Si continua fino al 29-27 siglato da Lanza.
Grande conferma per Trento, che dopo aver battuto Treia riesce ad avere la meglio anche sulla prima in classifica. Conquista i tre punti grazie ad una grande prestazione a muro, un buon servizio e, in generale, meno errori diretti rispetto agli avversari.
MVP della partita l'opposto Nemec, autore di 18 punti, di cui ben 6 muri, e di una più che buona percentuale in attacco.
Prima sconfitta stagionale per Modena, il che dimostra che sono esseri umani anche loro. Serata negativa in generale, in cui nessuno ha brillato particolarmente. Si sono riscontrate difficoltà nei vari fondamentali. Ovviamente una sconfitta non vale una stagione, ma solo un passo falso.
Quel che è certo è che entrambe le formazioni hanno tanto da dire e da offrire in questa SuperLega ai propri tifosi e a tutti gli appassionati di questo sport.
ENERGY T.I. Diatec Trentino - Modena Volley 3-0 (25-18 25-19 29-27)
Modena è la protagonista della prima parte della stagione, con 9 vittorie su 9, un solo set perso e un gioco di elevata qualità.
Anche Trento, però, sta ottenendo ottimi risultati, con una sola sconfitta (contro una promettente Verona, forse non ancora del tutto sbocciata) e buone prestazioni da parte di tutti gli atleti.
E a tal proposito, prima dell'inizio del match Lanza è stato premiato come MVP della SuperLega del mese di novembre.
In campo per i padroni di casa: la diagonale palleggiatore-opposto Zygadlo-Nemec, i centrali Birarelli-Solé, gli schiacciatori Kaziyski-Lanza, il libero Colaci.
Lorenzetti risponde con Bruninho in regia, Vettori opposto, Piano-Verhees al centro, Petric-Kovacevic in posto 4, Rossini libero.
Il primo set inizia bene per Modena che, con il muro di Vettori su Kaziyski, si porta a +3 (2-5). Trento si fa trovare pronta e risponde colpo su colpo, ottenendo prima la parità a quota 8 e poi il sorpasso. L'ace di Lanza vale il +2 e il time-out tecnico (12-10). Dopo la pausa i padroni di casa allungano ancora grazie al secondo ace dello schiacciatore e al muro su Kovacevic nell'azione seguente (14-10).
Dopo un altro muro subito e qualche difficoltà in ricezione, Kovacevic viene sostituito da Ngapeth, che però non riesce a lasciare il segno. Trento prende il largo e arriva al 24-18 con Nemec; l'attacco out di Vettori pone fine al parziale.
Nel secondo set Lorenzetti si affida di nuovo a Kovacevic. L'iniziale 1-3 viene presto ribaltato da un ritrovato Kaziyski (percentuali basse per lui in attacco nel parziale precedente) e dai muri dei compagni.
Kovacevic lascia ancora il posto a Ngapeth, ma Trento appare molto determinata e Modena subisce troppo a muro e in battuta e regala anche qualche errore diretto.
Un attimo di riposo e riflessione per Bruninho e Vettori, che tramite il doppio cambio lasciano il posto a Boninfante e Casadei per qualche azione.
Kaziyski mette a terra il punto del 24-18, Petric annulla il primo set-point, poi Nemec chiude il parziale con un muro.
Nel terzo set parte titolare Ngapeth, che dopo aver fatto punto urla tirando fuori la sua rabbia e la sua grinta. Modena sembra decisa a prolungare la partita, lavora meglio in attacco e al servizio e arriva al time-out tecnico sul +5 (7-12).
Trento non si arrende e recupera. Birarelli conduce i suoi al -1 grazie al muro su Verhees, che viene sostituito da Sala, e ottiene anche il punto del sorpasso approfittando di una ricezione negativa dei modenesi (14-13).
Il set procede con i break dei padroni di casa e i recuperi di Modena.
Kaziyski guadagna un match-point (24-23) che viene annullato dalla battuta out di Nemec.
Si continua fino al 29-27 siglato da Lanza.
Grande conferma per Trento, che dopo aver battuto Treia riesce ad avere la meglio anche sulla prima in classifica. Conquista i tre punti grazie ad una grande prestazione a muro, un buon servizio e, in generale, meno errori diretti rispetto agli avversari.
MVP della partita l'opposto Nemec, autore di 18 punti, di cui ben 6 muri, e di una più che buona percentuale in attacco.
Prima sconfitta stagionale per Modena, il che dimostra che sono esseri umani anche loro. Serata negativa in generale, in cui nessuno ha brillato particolarmente. Si sono riscontrate difficoltà nei vari fondamentali. Ovviamente una sconfitta non vale una stagione, ma solo un passo falso.
Quel che è certo è che entrambe le formazioni hanno tanto da dire e da offrire in questa SuperLega ai propri tifosi e a tutti gli appassionati di questo sport.
ENERGY T.I. Diatec Trentino - Modena Volley 3-0 (25-18 25-19 29-27)
giovedì 18 dicembre 2014
David Baldacci - "La sfida"
Sono tanti, anzi tantissimi i libri appartenenti al genere thriller e molti di essi narrano di complotti a livello globale e vedono coinvolte agenzie come CIA e FBI.
"La sfida" di David Baldacci rientra in queste categorie.
500 pagine che scorrono veloci, una dopo l'altra.
Un tipo di scrittura essenziale, senza fronzoli, praticamente ridotto al minimo, ma comunque piacevole ed efficace. I capitoli sono brevi, ma quando si giunge al termine di uno viene naturale iniziarne subito un altro, per scoprire come prosegue la vicenda.
Jessica Reel è stata addestrata dalla CIA per assassinare persone considerate nemici dal governo americano. Dopo anni di servizio, improvvisamente inizia ad uccidere individui legati all'agenzia. Apparentemente non ci sono spiegazioni per il tradimento della donna.
Bisogna fermarla e, come viene detto nel libro, "per eliminare un killer si manda un altro killer"; e chi meglio di Will Robie potrebbe occuparsene? I due sono i più ferrati nel loro settore, i più astuti, i migliori nei test svolti durante e dopo l'addestramento. E hanno lavorato insieme in alcune missioni del passato.
David Baldacci ci accompagna in una serie di inseguimenti, omicidi, dubbi e scene di azione. Un bel libro, in cui l'unica cosa che manca è il tempo per annoiarsi.
"La sfida" di David Baldacci rientra in queste categorie.
500 pagine che scorrono veloci, una dopo l'altra.
Un tipo di scrittura essenziale, senza fronzoli, praticamente ridotto al minimo, ma comunque piacevole ed efficace. I capitoli sono brevi, ma quando si giunge al termine di uno viene naturale iniziarne subito un altro, per scoprire come prosegue la vicenda.
Jessica Reel è stata addestrata dalla CIA per assassinare persone considerate nemici dal governo americano. Dopo anni di servizio, improvvisamente inizia ad uccidere individui legati all'agenzia. Apparentemente non ci sono spiegazioni per il tradimento della donna.
Bisogna fermarla e, come viene detto nel libro, "per eliminare un killer si manda un altro killer"; e chi meglio di Will Robie potrebbe occuparsene? I due sono i più ferrati nel loro settore, i più astuti, i migliori nei test svolti durante e dopo l'addestramento. E hanno lavorato insieme in alcune missioni del passato.
David Baldacci ci accompagna in una serie di inseguimenti, omicidi, dubbi e scene di azione. Un bel libro, in cui l'unica cosa che manca è il tempo per annoiarsi.
martedì 9 dicembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Modena-Città di Castello. Show dei modenesi in battuta e attacco
Posticipo della nona giornata di SuperLega. Si sfidano Modena e Città di Castello.
Per questo match Lorenzetti sceglie Petric e Ngapeth come schiacciatori. Insieme a loro, Bruninho in regia, Vettori opposto, Verhees e Piano al centro, Rossini libero.
In panchina, a completare la rosa di quest'anno, il giovanissimo Yuki Ishikawa, appena arrivato dal Giappone.
In campo per gli ospiti ancora Maric a ricoprire il ruolo di opposto, Corvetta al palleggio, Aganits e Mazzone centrali, Della Lunga e Randazzo in posto 4, Tosi libero.
Nel primo set l'Altotevere prova subito ad allungare con un buon Maric (4-6), ma Petric pareggia i conti e Ngapeth realizza due punti consecutivi dai nove metri, ribaltando la situazione (8-6).
Il fondamentale della battuta regala tante soddisfazioni ai padroni di casa: ai due precedenti si aggiungono l'ace di Vettori, che porta al time-out tecnico (12-8), e quello di Petric, che vale il +5 (14-9).
Trovano anche spazio i colpi estrosi di Ngapeth, come il finto attacco trasformato all'ultimo in un'alzata per Petric (e dato che è un'azione più bella da vedere che da spiegare metto il video).
Un altro ace di Petric porta al 22-15 e all'ingresso di Dolfo al posto di Randazzo. Vettori consegna sei set-point ai suoi (24-18) e Petric sigilla il parziale.
Il secondo set riprende da dove era terminato il primo, ossia dal pieno controllo da parte di Modena. Petric continua il suo show al servizio, con una serie infinita in cui realizza altri due ace (sul 5-2 e sul 9-2). Al time-out tecnico i padroni di casa sono addirittura a +10 (12-2).
Baroti fa il suo ingresso al posto di Maric, ma la squadra è troppo sotto nel punteggio e non riesce a reagire di fronte a una formazione ormai galvanizzata e sicura di sé.
I due schiacciatori di Modena sembrano fare a gara a chi è più in serata: entrambi con ottime percentuali in attacco, il serbo disintegra tutto quello che trova sulla sua strada con la battuta e il francese risponde con i suoi colpi particolari, che in pochi fanno.
Il parziale da dimenticare per Città di Castello termina 25-11, con il muro di Bruninho (un vero leader in tutto e per tutto in campo) su Baroti.
Nel terzo set spazio per Sala al posto di Piano nelle file modenesi; cambi rispetto al sestetto iniziale anche per l'Altotevere con Baroti, Dolfo e Franceschini (subentrato ad Aganits).
Il ritmo dei padroni di casa si abbassa, si avverte meno adrenalina. Città di Castello cerca di approfittarne: per la prima volta giunge al time-out tecnico in vantaggio (11-12) e con l'ace di Della Lunga e il muro di Baroti su Petric guadagna il +4 (13-17).
Inizia poi la rimonta di Modena, che con due ace consecutivi di Vettori (determinante anche la sua prova) ritrova la parità a quota 18. L'ace di Petric (il sesto per lui) significa il sorpasso (20-19) e i ragazzi di Lorenzetti non si fermano più: Piano entra al posto di Verhees per la battuta e realizza l'ennesimo ace di squadra della serata, che vale il 24-20, e Ngapeth chiude il match sul 25-21.
Un netto 3-0 e Modena riconquista la vetta della classifica, che per una notte era appartenuta a Treia.
MVP della partita: Petric.
Peccato per Città di Castello, che non è riuscita a sfruttare il vantaggio di quattro punti che aveva guadagnato nell'ultimo parziale. Difficilissimo comunque affrontare una squadra così ostica dai nove metri.
Indipendentemente dal tifo personale di ognuno, come si può non apprezzare una squadra come Modena? Pallavolo di qualità, atleti che divertono e si divertono in campo, un gruppo affiatato...
I ragazzi allenati da Lorenzetti hanno vinto 8 partite su 8 e tutte da tre punti. Ci si chiede dove arriveranno, in vista anche della Coppa Italia che si disputerà tra un mese circa.
Modena Volley - Altotevere Città di Castello-Sansepolcro 3-0 (25-19 25-11 25-21)
Per questo match Lorenzetti sceglie Petric e Ngapeth come schiacciatori. Insieme a loro, Bruninho in regia, Vettori opposto, Verhees e Piano al centro, Rossini libero.
In panchina, a completare la rosa di quest'anno, il giovanissimo Yuki Ishikawa, appena arrivato dal Giappone.
In campo per gli ospiti ancora Maric a ricoprire il ruolo di opposto, Corvetta al palleggio, Aganits e Mazzone centrali, Della Lunga e Randazzo in posto 4, Tosi libero.
Nel primo set l'Altotevere prova subito ad allungare con un buon Maric (4-6), ma Petric pareggia i conti e Ngapeth realizza due punti consecutivi dai nove metri, ribaltando la situazione (8-6).
Il fondamentale della battuta regala tante soddisfazioni ai padroni di casa: ai due precedenti si aggiungono l'ace di Vettori, che porta al time-out tecnico (12-8), e quello di Petric, che vale il +5 (14-9).
Trovano anche spazio i colpi estrosi di Ngapeth, come il finto attacco trasformato all'ultimo in un'alzata per Petric (e dato che è un'azione più bella da vedere che da spiegare metto il video).
Un altro ace di Petric porta al 22-15 e all'ingresso di Dolfo al posto di Randazzo. Vettori consegna sei set-point ai suoi (24-18) e Petric sigilla il parziale.
Il secondo set riprende da dove era terminato il primo, ossia dal pieno controllo da parte di Modena. Petric continua il suo show al servizio, con una serie infinita in cui realizza altri due ace (sul 5-2 e sul 9-2). Al time-out tecnico i padroni di casa sono addirittura a +10 (12-2).
Baroti fa il suo ingresso al posto di Maric, ma la squadra è troppo sotto nel punteggio e non riesce a reagire di fronte a una formazione ormai galvanizzata e sicura di sé.
I due schiacciatori di Modena sembrano fare a gara a chi è più in serata: entrambi con ottime percentuali in attacco, il serbo disintegra tutto quello che trova sulla sua strada con la battuta e il francese risponde con i suoi colpi particolari, che in pochi fanno.
Il parziale da dimenticare per Città di Castello termina 25-11, con il muro di Bruninho (un vero leader in tutto e per tutto in campo) su Baroti.
Nel terzo set spazio per Sala al posto di Piano nelle file modenesi; cambi rispetto al sestetto iniziale anche per l'Altotevere con Baroti, Dolfo e Franceschini (subentrato ad Aganits).
Il ritmo dei padroni di casa si abbassa, si avverte meno adrenalina. Città di Castello cerca di approfittarne: per la prima volta giunge al time-out tecnico in vantaggio (11-12) e con l'ace di Della Lunga e il muro di Baroti su Petric guadagna il +4 (13-17).
Inizia poi la rimonta di Modena, che con due ace consecutivi di Vettori (determinante anche la sua prova) ritrova la parità a quota 18. L'ace di Petric (il sesto per lui) significa il sorpasso (20-19) e i ragazzi di Lorenzetti non si fermano più: Piano entra al posto di Verhees per la battuta e realizza l'ennesimo ace di squadra della serata, che vale il 24-20, e Ngapeth chiude il match sul 25-21.
Un netto 3-0 e Modena riconquista la vetta della classifica, che per una notte era appartenuta a Treia.
MVP della partita: Petric.
Peccato per Città di Castello, che non è riuscita a sfruttare il vantaggio di quattro punti che aveva guadagnato nell'ultimo parziale. Difficilissimo comunque affrontare una squadra così ostica dai nove metri.
Indipendentemente dal tifo personale di ognuno, come si può non apprezzare una squadra come Modena? Pallavolo di qualità, atleti che divertono e si divertono in campo, un gruppo affiatato...
I ragazzi allenati da Lorenzetti hanno vinto 8 partite su 8 e tutte da tre punti. Ci si chiede dove arriveranno, in vista anche della Coppa Italia che si disputerà tra un mese circa.
Modena Volley - Altotevere Città di Castello-Sansepolcro 3-0 (25-19 25-11 25-21)
lunedì 1 dicembre 2014
Janet Evanovich e la sua Stephanie Plum
Quando si
legge un libro di azione o un thriller oppure si guarda un film degli stessi
generi, spesso ci si imbatte in protagonisti che dal nulla si trasformano in
grandi esperti, in numeri uno: non hanno mai visto una pistola di persona, ma
appena ne impugnano una la maneggiano con più destrezza di un trafficante di
armi e riescono a centrare al primo colpo bersagli quasi impossibili; hanno
sempre usato internet per guardare video, postare qualcosa su un social network
e fare un paio di ricerche su Google e improvvisamente si infiltrano come se
niente fosse nei siti più protetti, in stile hacker navigato; ogni tanto fanno
una corsetta o un giro in bici, ma quando incontrano “i nemici” sfoggiano
un’agilità incredibile e mosse da maestro (il massimo poi è quando schivano
colpi o proiettili con movimenti che sfidano la legge di gravità).
Come dicevo,
spesso ci si imbatte in questo tipo di protagonista, ma la scrittrice Janet
Evanovich ha voluto fare un’eccezione alla regola creando un personaggio più
vicino alla realtà: Stephanie Plum.
Il primo
romanzo che la vede protagonista è datato 1994 e le sue avventure proseguono
ancora oggi, con una ventina di libri all’attivo.
Stephanie è
vicina ai 30 anni e vive insieme ad un criceto in una cittadina del New Jersey.
La sua famiglia abita in un quartiere popolato prevalentemente da persone di
origine italiana (e la cosa si nota parecchio nei libri) e lei stessa ha
origini italiane e ungheresi.
Rimasta da poco disoccupata e non trovando altro,
inizia a lavorare come agente di recupero per suo cugino, che presta i soldi
per pagare le cauzioni a chi viene arrestato; se questi poi non si presentano
in tribunale per l’udienza, incarica i suoi agenti di trovarli e portarli alla
polizia.
Stephanie
inizia a girare armata di pistola, che non sa praticamente usare, manette e
spray antiaggressione.
È un po’
imbranata, testarda e finisce nei guai in continuazione, anche perché oltre ai
casi più semplici che fanno da contorno, si ritrova sempre coinvolta in catture
complicate e pericolose.
Nel corso
dei libri vengono sviluppati anche i coprotagonisti, come:
- Joe
Morelli, un poliziotto che conosce fin da bambina, con cui è stata e con cui ha
continui battibecchi e frecciatine;
- Nonna
Mazur, stravagante e divertente, riesce sempre a spiazzare tutti;
- Lula,
ex prostituta con aspirazioni da cacciatrice di taglie, implacabile, sempre
pronta a dirne quattro a chiunque;
- Ranger,
il cacciatore di taglie per eccellenza; è preferibile non farlo arrabbiare;
aiuta Stephanie ad imparare il nuovo mestiere (o perlomeno a non lasciarci la
pelle!)
In conclusione, se non si ha voglia di una lettura
impegnativa ma di un libro leggero e scorrevole, la serie di Janet Evanovich
può essere una buona soluzione.
Volley maschile, SuperLega: Trento-Treia. Uno spettacolo durato 5 set con la vittoria finale di Trento
L'ottava giornata del Campionato propone una classica degli ultimi anni: Trento-Treia (ex Macerata). Due società sempre ai vertici, che hanno fatto divertire e sognare le proprie tifoserie e tutti gli appassionati di questo sport, grazie alla qualità degli atleti e del gioco espresso.
La passata stagione è stata un po' più ostica per Trento, che ha fatto i conti con tante partenze ed è ripartita da un team più giovane; ma quest'anno è di nuovo pronta a fare incetta di punti, con un sola sconfitta su 7 partite e prestazioni convincenti.
Nessuna sconfitta finora per i Campioni d'Italia in carica, che si confermano ancora una volta ad alti livelli.
I sestetti: Trento schiera titolare Nelli al posto di Nemec; recuperato Lanza, reduce da qualche problema fisico. Problemi anche per Sabbi che lascia il posto a Fei.
Trento: Zygadlo-Nelli, Solé-Birarelli, Kaziyski-Lanza, Colaci.
Treia: Baranowicz-Fei, Podrascanin-Stankovic, Parodi-Kovar, Henno.
Il primo set comincia in modo equilibrato, poi i padroni di casa prendono le distanze e vanno a +3 con Solé (7-4). L'ace di Baranowicz ristabilisce la parità a quota 10 e inizia una lunga fase di distacchi e recuperi da entrambe le parti, fino al 21-21 ottenuto da Parodi. Da qui l'accelerazione decisiva di Treia: Birarelli attacca out e poi il colpo di Parodi, la diagonale di Fei e il primo tempo di Stankovic segnano la parola fine sul 21-25.
Nel secondo set i marchigiani riprendono da dove avevano lasciato, ma Trento non si scompone, riagguanta gli avversari ed effettua il sorpasso con il nuovo entrato Fedrizzi, che ha preso il posto di un Kaziyski poco incisivo (8-7). Al time-out tecnico ancora vantaggio di un punto, 12-11, poi l'allungo a +3 con Nelli (16-13). Complici gli attacchi out dell'opposto e di Lanza, Treia torna sul filo della parità (16-16). Rientra Kaziyski, al quale sembra aver fatto bene la pausa, perché mette subito giù due palloni consecutivi (19-17). La situazione torna ancora una volta in equilibrio, si lotta punto a punto fino al 23-23, dopodiché l'attacco di Lanza e l'out di Fei siglano la parità nel conto dei set.
Nel terzo parziale Treia parte bene, ma Trento recupera e sorpassa, dopodiché ha inizio il "Sabbi Show" (appena entrato al posto di Fei): con un punto in attacco e la bellezza di tre ace consecutivi, l'opposto ribalta nuovamente il risultato e porta i suoi a +2 (6-8). La Lube diventa inarrestabile e allunga ancora fino al 9-16 siglato dal muro di Stankovic. Intanto Stoytchev ha messo in campo Nemec per Nelli, ma le cose non cambiano. Riposo e ricerca della concentrazione persa anche per altri titolari, tramite l'ingresso di Mazzone, Burgsthaler e Giannelli. Il parziale si conclude con il dominio di Treia e il netto 16-25.
Confermato Nemec nel quarto set. Può essere difficile ripartire in queste situazioni, invece i padroni di casa riprendono subito a realizzare punti e a giocare bene. Giuliani prova la carta Kurek al posto di Parodi, ma gli avversari non lasciano respiro e al time-out tecnico il punteggio è 12-6. Torna in panchina lo schiacciatore polacco.
Trento si allontana ulteriormente fino al +8 registrato da Nemec (16-8). Treia tenta di riavvicinarsi, ma i due ace consecutivi di Lanza non lasciano molte possibilità (22-14). Anche in questo parziale l'esito finale è netto: 25-18. Si respira aria di tie-break.
Sabbi e Nemec sono in campo anche per il quinto set. I padroni di casa impongono subito il loro gioco con break importanti (3-0; 5-1; 7-2). Si cambia campo sul punteggio di 8-3 e la vittoria sembra un po' più vicina per i ragazzi allenati da Stoytchev, ma mai sottovalutare i campioni di Treia, che recuperano tutto lo svantaggio e raggiungono la parità a quota 9.
La partita è sempre più accesa, entrambe le formazioni vogliono ottenere i due punti e infatti, dopo due match-point per Trento, si arriva ai vantaggi, in cui è Lanza a fare la differenza, grazie a due attacchi (di cui uno difficile da gestire) che valgono il 16-14.
Questa è stata sicuramente una delle partite più belle viste nella prima parte della stagione. Ottime prestazioni a muro, scambi lunghi e intensi con attacchi, contrattacchi e difese a non finire. Tutti hanno avuto dei momenti altalenanti, ma tutti hanno cercato di riprendersi e di aiutare la propria squadra. Magari non rimarrà impressa la prestazione di un solo giocatore, ma sicuramente una bella partita avvincente, dal risultato incerto e forse per questo ancora più interessante.
Energy T.I. Diatec Trentino - Cucine Lube Banca Marche Treia 3-2 (21-25 25-23 16-25 25-18 16-14)
La passata stagione è stata un po' più ostica per Trento, che ha fatto i conti con tante partenze ed è ripartita da un team più giovane; ma quest'anno è di nuovo pronta a fare incetta di punti, con un sola sconfitta su 7 partite e prestazioni convincenti.
Nessuna sconfitta finora per i Campioni d'Italia in carica, che si confermano ancora una volta ad alti livelli.
I sestetti: Trento schiera titolare Nelli al posto di Nemec; recuperato Lanza, reduce da qualche problema fisico. Problemi anche per Sabbi che lascia il posto a Fei.
Trento: Zygadlo-Nelli, Solé-Birarelli, Kaziyski-Lanza, Colaci.
Treia: Baranowicz-Fei, Podrascanin-Stankovic, Parodi-Kovar, Henno.
Il primo set comincia in modo equilibrato, poi i padroni di casa prendono le distanze e vanno a +3 con Solé (7-4). L'ace di Baranowicz ristabilisce la parità a quota 10 e inizia una lunga fase di distacchi e recuperi da entrambe le parti, fino al 21-21 ottenuto da Parodi. Da qui l'accelerazione decisiva di Treia: Birarelli attacca out e poi il colpo di Parodi, la diagonale di Fei e il primo tempo di Stankovic segnano la parola fine sul 21-25.
Nel secondo set i marchigiani riprendono da dove avevano lasciato, ma Trento non si scompone, riagguanta gli avversari ed effettua il sorpasso con il nuovo entrato Fedrizzi, che ha preso il posto di un Kaziyski poco incisivo (8-7). Al time-out tecnico ancora vantaggio di un punto, 12-11, poi l'allungo a +3 con Nelli (16-13). Complici gli attacchi out dell'opposto e di Lanza, Treia torna sul filo della parità (16-16). Rientra Kaziyski, al quale sembra aver fatto bene la pausa, perché mette subito giù due palloni consecutivi (19-17). La situazione torna ancora una volta in equilibrio, si lotta punto a punto fino al 23-23, dopodiché l'attacco di Lanza e l'out di Fei siglano la parità nel conto dei set.
Nel terzo parziale Treia parte bene, ma Trento recupera e sorpassa, dopodiché ha inizio il "Sabbi Show" (appena entrato al posto di Fei): con un punto in attacco e la bellezza di tre ace consecutivi, l'opposto ribalta nuovamente il risultato e porta i suoi a +2 (6-8). La Lube diventa inarrestabile e allunga ancora fino al 9-16 siglato dal muro di Stankovic. Intanto Stoytchev ha messo in campo Nemec per Nelli, ma le cose non cambiano. Riposo e ricerca della concentrazione persa anche per altri titolari, tramite l'ingresso di Mazzone, Burgsthaler e Giannelli. Il parziale si conclude con il dominio di Treia e il netto 16-25.
Confermato Nemec nel quarto set. Può essere difficile ripartire in queste situazioni, invece i padroni di casa riprendono subito a realizzare punti e a giocare bene. Giuliani prova la carta Kurek al posto di Parodi, ma gli avversari non lasciano respiro e al time-out tecnico il punteggio è 12-6. Torna in panchina lo schiacciatore polacco.
Trento si allontana ulteriormente fino al +8 registrato da Nemec (16-8). Treia tenta di riavvicinarsi, ma i due ace consecutivi di Lanza non lasciano molte possibilità (22-14). Anche in questo parziale l'esito finale è netto: 25-18. Si respira aria di tie-break.
Sabbi e Nemec sono in campo anche per il quinto set. I padroni di casa impongono subito il loro gioco con break importanti (3-0; 5-1; 7-2). Si cambia campo sul punteggio di 8-3 e la vittoria sembra un po' più vicina per i ragazzi allenati da Stoytchev, ma mai sottovalutare i campioni di Treia, che recuperano tutto lo svantaggio e raggiungono la parità a quota 9.
La partita è sempre più accesa, entrambe le formazioni vogliono ottenere i due punti e infatti, dopo due match-point per Trento, si arriva ai vantaggi, in cui è Lanza a fare la differenza, grazie a due attacchi (di cui uno difficile da gestire) che valgono il 16-14.
Questa è stata sicuramente una delle partite più belle viste nella prima parte della stagione. Ottime prestazioni a muro, scambi lunghi e intensi con attacchi, contrattacchi e difese a non finire. Tutti hanno avuto dei momenti altalenanti, ma tutti hanno cercato di riprendersi e di aiutare la propria squadra. Magari non rimarrà impressa la prestazione di un solo giocatore, ma sicuramente una bella partita avvincente, dal risultato incerto e forse per questo ancora più interessante.
Energy T.I. Diatec Trentino - Cucine Lube Banca Marche Treia 3-2 (21-25 25-23 16-25 25-18 16-14)
sabato 29 novembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Piacenza-Perugia. Un'altra importante vittoria per Perugia
L'anticipo dell'ottava giornata del Campionato ha come protagoniste le due squadre che si sono date battaglia nelle semifinali per lo scudetto dello scorso anno.
Scelta particolare per Radici che, per colmare il vuoto lasciato da Le Roux partito per la Corea, schiera nel ruolo di opposto Massari. Insieme a lui giocano: Vermiglio al palleggio, Kohut e Alletti (con un passato a Perugia) al centro, Zlatanov e Papi in posto 4, Mario Jr e Marra ad alternarsi come libero.
Grbic risponde con la diagonale De Cecco (dall'altra parte della rete la scorsa stagione)-Atanasijevic, i centrali Beretta e, al posto di Buti, Barone, gli schiacciatori Maruotti (altro ex del match) e Fromm, il libero Giovi.
Il primo set inizia bene per gli ospiti, tanto che Radici si vede costretto a chiamare un time-out per fermare la fuga di Perugia sul 2-7. Il time-out tecnico arriva sul 6-12.
Massari fatica un po' a giocare come opposto e lascia il campo a Page.
Il buon turno in battuta di Zlatanov permette ai suoi di recuperare terreno, fino a siglare il -3 con un ace (11-14).
Perugia continua la sua marcia verso la vittoria e l'errore di Alletti al servizio offre agli umbri quattro set-point. Complici alcuni errori, Piacenza torna in partita sul 23-24, ma Fromm non ci sta e mette a terra il pallone decisivo.
Inizio abbastanza equilibrato nel secondo set, poi l'ace di Vermiglio porta ad un break (9-7) che viene mantenuto con la pipe di Zlatanov (10-8). Ancora Piacenza, che arriva al time-out tecnico sul 12-9 in seguito ai colpi del capitano e di Page, e allunga ulteriormente murando Atanasijevic (13-9).
Grbic chiama un time-out sul 15-10 e prova a sostituire Giovi con Fanuli e Maruotti con Vujevic.
Il primo tempo di Alletti consegna ai padroni di casa un netto +6 (18-12), dopodiché comincia il recupero della Sir: Atanasijevic firma il -1 (20-19) e i due attacchi sbagliati di Alletti, uno out e l'altro murato, consentono addirittura il sorpasso (20-21).
Il parziale prosegue punto a punto e si conclude ai vantaggi, con un fallo in palleggio fischiato a Vermiglio (25-27).
Il terzo set si apre, ancor prima del fischio di inizio, con un cartellino rosso per Piacenza, dovuto forse alle lamentele in seguito all'ultimo punto giocato.
Spazio a Massari in banda al posto di Papi.
Perugia spinge fin da subito e si ritrova a +6 al time-out tecnico (6-12). La Copra non si arrende, accorcia le distanze e si porta sul 10-12 con l'ace di Alletti. Gli umbri, però, si riscuotono subito e, dopo la pipe sbagliata di Massari e l'ace di Fromm, vanno a +5 (11-16).
Ter Horst prova a dare il suo contributo sostituendo Massari.
Ostapenko entra per la battuta e va a punto due volte consecutive dai nove metri, dando ancora una speranza di riaggancio ai suoi (20-22).
Fromm si fa sentire prima in attacco e poi con ace, regalando a Perugia quattro match-point, poi Maruotti chiude definitivamente la sfida (20-25).
Un'altra vittoria per la Sir, che continua la sua striscia positiva in Campionato e in Champions League. Buona partita da parte di tutti, 20 punti per Atanasijevic, ma la prova più convincente è stata quella di Fromm.
Peccato per Piacenza, che alla fine del primo set è riuscita a recuperare, ma non è bastato, e nel secondo ha sprecato una bella occasione perdendo dopo essere stata avanti 18-12.
Bravo Zlatanov, che si è fatto carico di molti palloni e che, da grande capitano, non si arrende mai, cerca di caricare gli altri e mette a terra punti importanti.
Copra Piacenza - Sir Safety Perugia 0-3 (23-25 25-27 20-25)
lunedì 24 novembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Padova-Milano. Primi punti e prima vittoria per Milano
Nella settima giornata del Campionato si sfidano Padova e Milano, entrambe provenienti dalla serie A2.
I padroni di casa, dopo un avvio un po' difficile dovuto anche ad un calendario impegnativo (hanno affrontato nell'ordine Trento, Modena, Treia e Perugia...non proprio una passeggiata!), sono riusciti a sbloccarsi e a ottenere 4 punti nelle ultime due partite, grazie ad una vittoria e ad una sconfitta al tie-break.
Più complessa la situazione degli ospiti, che sono ancora a quota zero sia per quanto riguarda la classifica che per il numero di set vinti.
Per Padova scendono in campo la diagonale Orduna-Giannotti, i centrali Mattei-Volpato, gli schiacciatori Rosso-Quiroga, il libero Balaso.
Milano risponde con Mattera-Bencz, De Togni-Patriarca al centro, Horstink-Veres in posto 4, Rizzo libero.
Nel primo set Milano inizia bene con un ace di Veres e due punti di vantaggio, che si trasformano in tre al time-out tecnico in seguito all'errore in attacco di Giannotti (9-12).
L'attacco di Rosso riporta la parità a quota 13 e Giannotti firma il sorpasso. Entra Dos Santos al posto di Horstink, ma i veneti allungano ancora grazie al buon turno in battuta di Mattei, che realizza anche un ace, e ai punti di Giannotti in attacco e a muro (20-16).
Milano torna a -2 (21-19), ma Padova continua ad avanzare e Rosso regala tre set-point ai suoi (24-21): i primi due vengono annullati da una pipe di Horstink e dal servizio di Bencz, non controllato in ricezione da Quiroga; poi arriva l'errore dai 9 metri dell'opposto (25-23).
Nel secondo set spazio al palleggiatore della Revivre Kauliakamoa Jr, già entrato nel parziale precedente. Sul suo turno in battuta la squadra prende il largo e Baldovin è costretto a chiamare un time-out sul punteggio di 0-4.
La Tonazzo però non si fa intimorire, recupera il distacco, pareggia i conti con l'ace di Mattei e sorpassa grazie al muro di Quiroga (12-11). Si continua con una fase abbastanza equilibrata, in cui i padroni di casa provano ad allungare ma gli ospiti non cedono e si riavvicinano. Il break decisivo arriva con l'attacco di Giannotti e il muro di Volpato, che vale quattro set-point (24-20), ed è ancora Giannotti ad andare a segno e a concludere, quindi, il parziale (25-21).
Nel terzo set Maranesi cambia ancora il suo sestetto inserendo Valsecchi e Dos Santos al posto di Patriarca e Horstink. Le due formazioni lottano su ogni pallone per cercare di staccare l'altra nel punteggio, ma alla fine del parziale la situazione è ancora equilibrata, 21-21. Due punti di De Togni e un attacco out di Giannotti valgono il 21-24.
Il set sembra ormai compromesso per Padova, ma i ragazzi di Baldovin non si arrendono e riescono a portare il parziale ai vantaggi. Si prosegue azione su azione, con set-point da una parte e dall'altra e l'incertezza su chi avrà la meglio. Finisce 28-30, con Milano che riapre il match e vince il primo set della stagione.
Il quarto parziale inizia a favore dei ragazzi di Maranesi, rinvigoriti dal risultato appena ottenuto. Cambio al centro per i padroni di casa, con Aguillard al posto di Volpato. Si arriva al time-out tecnico sul 9-12. Due errori consecutivi di Milano consentono il pareggio (13-13), ma Padova sembra aver subito un po' troppo la sconfitta nel parziale appena concluso e risulta meno dinamica. Nonostante questo nel finale la squadra rientra in partita e si va di nuovo ai vantaggi per stabilire l'esito del set. Ad aggiudicarselo è Milano, 27-29.
Nel tie-break, una Milano trasformata rispetto ai primi parziali parte a tutta velocità. Il punto di Bencz permette ai suoi di andare al cambio campo con cinque lunghezze di vantaggio (3-8). L'ace di Valsecchi vale addirittura il 4-10, ma Padova recupera e con l'ace di Quiroga torna a -2 (9-11). Milano, però, è più determinata: finalmente vede la possibilità della prima vittoria concretizzarsi sempre più. L'errore di Rosso in attacco consegna quattro match-point agli avversari (10-14). Mattei ne annulla uno con un primo tempo, ma subito dopo arriva la risposta di Valsecchi, che mette giù il pallone della vittoria.
Complimenti a Milano, che in svantaggio 2-0 è riuscita a ribaltare la partita, arrivando al tie-break e vincendolo. I ragazzi, quindi, possono festeggiare non solo per la prima vittoria nella SuperLega ma anche per come è arrivata.
Gli ingressi dalla panchina, Kauliakamoa Jr, Dos Santos e Valsecchi, sono stati tutti positivi e hanno contribuito al successo finale. Bencz si è fatto carico di ben 27 punti. Dos Santos è stato nominato MVP del match.
Un punto per Padova. Molto positiva la prima parte della partita, ma quando le cose hanno iniziato a funzionare per Milano, la squadra ha perso un po' di precisione e di lucidità.
La formazione in generale è molto giovane e ha tempo per fare esperienza e migliorare, ma si notano comunque giocatori molto interessanti e promettenti.
Tonazzo Padova - Revivre Milano 2-3 (25-23 25-21 28-30 27-29 11-15)
I padroni di casa, dopo un avvio un po' difficile dovuto anche ad un calendario impegnativo (hanno affrontato nell'ordine Trento, Modena, Treia e Perugia...non proprio una passeggiata!), sono riusciti a sbloccarsi e a ottenere 4 punti nelle ultime due partite, grazie ad una vittoria e ad una sconfitta al tie-break.
Più complessa la situazione degli ospiti, che sono ancora a quota zero sia per quanto riguarda la classifica che per il numero di set vinti.
Per Padova scendono in campo la diagonale Orduna-Giannotti, i centrali Mattei-Volpato, gli schiacciatori Rosso-Quiroga, il libero Balaso.
Milano risponde con Mattera-Bencz, De Togni-Patriarca al centro, Horstink-Veres in posto 4, Rizzo libero.
Nel primo set Milano inizia bene con un ace di Veres e due punti di vantaggio, che si trasformano in tre al time-out tecnico in seguito all'errore in attacco di Giannotti (9-12).
L'attacco di Rosso riporta la parità a quota 13 e Giannotti firma il sorpasso. Entra Dos Santos al posto di Horstink, ma i veneti allungano ancora grazie al buon turno in battuta di Mattei, che realizza anche un ace, e ai punti di Giannotti in attacco e a muro (20-16).
Milano torna a -2 (21-19), ma Padova continua ad avanzare e Rosso regala tre set-point ai suoi (24-21): i primi due vengono annullati da una pipe di Horstink e dal servizio di Bencz, non controllato in ricezione da Quiroga; poi arriva l'errore dai 9 metri dell'opposto (25-23).
Nel secondo set spazio al palleggiatore della Revivre Kauliakamoa Jr, già entrato nel parziale precedente. Sul suo turno in battuta la squadra prende il largo e Baldovin è costretto a chiamare un time-out sul punteggio di 0-4.
La Tonazzo però non si fa intimorire, recupera il distacco, pareggia i conti con l'ace di Mattei e sorpassa grazie al muro di Quiroga (12-11). Si continua con una fase abbastanza equilibrata, in cui i padroni di casa provano ad allungare ma gli ospiti non cedono e si riavvicinano. Il break decisivo arriva con l'attacco di Giannotti e il muro di Volpato, che vale quattro set-point (24-20), ed è ancora Giannotti ad andare a segno e a concludere, quindi, il parziale (25-21).
Nel terzo set Maranesi cambia ancora il suo sestetto inserendo Valsecchi e Dos Santos al posto di Patriarca e Horstink. Le due formazioni lottano su ogni pallone per cercare di staccare l'altra nel punteggio, ma alla fine del parziale la situazione è ancora equilibrata, 21-21. Due punti di De Togni e un attacco out di Giannotti valgono il 21-24.
Il set sembra ormai compromesso per Padova, ma i ragazzi di Baldovin non si arrendono e riescono a portare il parziale ai vantaggi. Si prosegue azione su azione, con set-point da una parte e dall'altra e l'incertezza su chi avrà la meglio. Finisce 28-30, con Milano che riapre il match e vince il primo set della stagione.
Il quarto parziale inizia a favore dei ragazzi di Maranesi, rinvigoriti dal risultato appena ottenuto. Cambio al centro per i padroni di casa, con Aguillard al posto di Volpato. Si arriva al time-out tecnico sul 9-12. Due errori consecutivi di Milano consentono il pareggio (13-13), ma Padova sembra aver subito un po' troppo la sconfitta nel parziale appena concluso e risulta meno dinamica. Nonostante questo nel finale la squadra rientra in partita e si va di nuovo ai vantaggi per stabilire l'esito del set. Ad aggiudicarselo è Milano, 27-29.
Nel tie-break, una Milano trasformata rispetto ai primi parziali parte a tutta velocità. Il punto di Bencz permette ai suoi di andare al cambio campo con cinque lunghezze di vantaggio (3-8). L'ace di Valsecchi vale addirittura il 4-10, ma Padova recupera e con l'ace di Quiroga torna a -2 (9-11). Milano, però, è più determinata: finalmente vede la possibilità della prima vittoria concretizzarsi sempre più. L'errore di Rosso in attacco consegna quattro match-point agli avversari (10-14). Mattei ne annulla uno con un primo tempo, ma subito dopo arriva la risposta di Valsecchi, che mette giù il pallone della vittoria.
Complimenti a Milano, che in svantaggio 2-0 è riuscita a ribaltare la partita, arrivando al tie-break e vincendolo. I ragazzi, quindi, possono festeggiare non solo per la prima vittoria nella SuperLega ma anche per come è arrivata.
Gli ingressi dalla panchina, Kauliakamoa Jr, Dos Santos e Valsecchi, sono stati tutti positivi e hanno contribuito al successo finale. Bencz si è fatto carico di ben 27 punti. Dos Santos è stato nominato MVP del match.
Un punto per Padova. Molto positiva la prima parte della partita, ma quando le cose hanno iniziato a funzionare per Milano, la squadra ha perso un po' di precisione e di lucidità.
La formazione in generale è molto giovane e ha tempo per fare esperienza e migliorare, ma si notano comunque giocatori molto interessanti e promettenti.
Tonazzo Padova - Revivre Milano 2-3 (25-23 25-21 28-30 27-29 11-15)
martedì 18 novembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Piacenza-Modena. Solo vittorie per l'inarrestabile Modena
Dopo il turno di riposo Modena torna in campo nella sfida contro Piacenza. Fino a questo momento la squadra di Lorenzetti ha solo vinto e convinto, presentando un gruppo affiatato e con giocatori apparsi in ottima condizione; inoltre l'allenatore può contare sul buon livello di tutta la rosa e non solo del sestetto titolare, basti pensare ai 3 schiacciatori che si alternano nelle varie partite con grandi risultati: Petric, Ngapeth e Kovacevic.
Piacenza, che riposerà nel prossimo turno del Campionato, ha all'attivo 3 vittorie e 2 sconfitte e una situazione societaria molto complessa, al punto da non sapere ancora se la squadra potrà terminare la stagione.
Radici si affida a Vermiglio-Le Roux palleggiatore e opposto, Kohut-Ostapenko al centro, Zlatanov-Papi in posto 4 e Mario Jr libero.
Lorenzetti schiera la diagonale Bruninho-Vettori, i centrali Piano-Verhees, gli schiacciatori Petric-Ngapeth e il libero Rossini.
Nel primo set le due formazioni provano ad allungare, ma a turno si raggiungono e si portano in vantaggio. L'ultimo decisivo sorpasso è di Modena sul 21-22, grazie ad un attacco di Petric. Le Roux manda fuori il suo colpo, regalando il 21-23. Petric va ancora a segno, consegnando ai suoi tre set-point, e il parziale si chiude subito a causa di un fallo in palleggio di Zlatanov (21-25).
Il secondo set inizia con un grande turno in battuta di Petric, che va direttamente a segno con due servizi su tre (0-3). Risponde Le Roux, che con il suo ace riporta i suoi a -1 (3-4). Piacenza conquista la parità con un pallonetto di Papi (7-7) e il muro di Kohut su Verhees vale il sorpasso, 10-9. A sua volta, Modena raggiunge gli avversari a quota 13 dopo una lunga azione terminata con il muro modenese su Le Roux, poi Petric e l'ace di Ngapeth riportano la squadra a +2 (13-15).
Il parziale prosegue con altri sorpassi e controsorpassi, poi Modena incrementa il suo vantaggio toccando quota +3 grazie all'ace di Bruninho su Zlatanov (20-23). Un altro ace di Bruninho ancora su Zlatanov conduce Modena a 4 set-point. Il parziale si chiude subito a causa dell'attacco out del capitano piacentino (20-25).
Nel terzo set Massari è titolare al posto di Papi. Dopo i primi scambi in equilibrio, Modena prende le distanze. Piacenza prova a riprendere gli avversari e grazie all'ace di Ostapenko torna a -1 (7-8), ma gli ospiti non sono disposti a cedere e riallungano.
Il punto che manda al time-out tecnico sul 9-12 è dovuto ad una difesa di Petric, su un attacco di Le Roux, che finisce direttamente a terra nel campo piacentino.
In vantaggio di quattro punti, sul 11-15, Lorenzetti fa entrare Sala al posto di Verhees.
Piacenza non riesce a colmare il divario e dopo una diagonale di Ngapeth lo svantaggio si estende a cinque punti (13-18). Nell'azione successiva il punto è per i padroni di casa, ma è da ricordare il grandissimo numero di Ngapeth, che recupera il pallone praticamente in mezzo al pubblico e lo rimette in campo.
Nel finale due errori in attacco, uno di Sala e uno di Vettori, riportano Piacenza a -2 (20-22), ma Petric e l'ace di Vettori consentono a Modena di avere quattro match-point a disposizione. Il primo viene annullato da Zlatanov, che prima riceve e poi attacca; al secondo ci pensa Ostapenko con un ace; ancora al servizio, sul 22-24, Ostapenko non si ripete, anzi, la sua battuta finisce direttamente in rete.
Il derby emiliano termina quindi a favore di Modena, che in questa stagione per la quinta volta su cinque partite ottiene il massimo: i tre punti. Il cammino di questi ragazzi è sorprendente, perché si vede che ci sono ancora margini di miglioramento e nonostante questo riescono a imporre il proprio gioco in modo netto in ogni partita.
Ngapeth è stato eletto, meritatamente, MVP del match grazie ad una brillante prestazione.
Piacenza è alla sua seconda sconfitta consecutiva, ma ha perso contro le due squadre più forti in questo momento: Treia e Modena.
Copra Piacenza - Modena Volley 0-3 (21-25 20-25 22-25)
Piacenza, che riposerà nel prossimo turno del Campionato, ha all'attivo 3 vittorie e 2 sconfitte e una situazione societaria molto complessa, al punto da non sapere ancora se la squadra potrà terminare la stagione.
Radici si affida a Vermiglio-Le Roux palleggiatore e opposto, Kohut-Ostapenko al centro, Zlatanov-Papi in posto 4 e Mario Jr libero.
Lorenzetti schiera la diagonale Bruninho-Vettori, i centrali Piano-Verhees, gli schiacciatori Petric-Ngapeth e il libero Rossini.
Nel primo set le due formazioni provano ad allungare, ma a turno si raggiungono e si portano in vantaggio. L'ultimo decisivo sorpasso è di Modena sul 21-22, grazie ad un attacco di Petric. Le Roux manda fuori il suo colpo, regalando il 21-23. Petric va ancora a segno, consegnando ai suoi tre set-point, e il parziale si chiude subito a causa di un fallo in palleggio di Zlatanov (21-25).
Il secondo set inizia con un grande turno in battuta di Petric, che va direttamente a segno con due servizi su tre (0-3). Risponde Le Roux, che con il suo ace riporta i suoi a -1 (3-4). Piacenza conquista la parità con un pallonetto di Papi (7-7) e il muro di Kohut su Verhees vale il sorpasso, 10-9. A sua volta, Modena raggiunge gli avversari a quota 13 dopo una lunga azione terminata con il muro modenese su Le Roux, poi Petric e l'ace di Ngapeth riportano la squadra a +2 (13-15).
Il parziale prosegue con altri sorpassi e controsorpassi, poi Modena incrementa il suo vantaggio toccando quota +3 grazie all'ace di Bruninho su Zlatanov (20-23). Un altro ace di Bruninho ancora su Zlatanov conduce Modena a 4 set-point. Il parziale si chiude subito a causa dell'attacco out del capitano piacentino (20-25).
Nel terzo set Massari è titolare al posto di Papi. Dopo i primi scambi in equilibrio, Modena prende le distanze. Piacenza prova a riprendere gli avversari e grazie all'ace di Ostapenko torna a -1 (7-8), ma gli ospiti non sono disposti a cedere e riallungano.
Il punto che manda al time-out tecnico sul 9-12 è dovuto ad una difesa di Petric, su un attacco di Le Roux, che finisce direttamente a terra nel campo piacentino.
In vantaggio di quattro punti, sul 11-15, Lorenzetti fa entrare Sala al posto di Verhees.
Piacenza non riesce a colmare il divario e dopo una diagonale di Ngapeth lo svantaggio si estende a cinque punti (13-18). Nell'azione successiva il punto è per i padroni di casa, ma è da ricordare il grandissimo numero di Ngapeth, che recupera il pallone praticamente in mezzo al pubblico e lo rimette in campo.
Nel finale due errori in attacco, uno di Sala e uno di Vettori, riportano Piacenza a -2 (20-22), ma Petric e l'ace di Vettori consentono a Modena di avere quattro match-point a disposizione. Il primo viene annullato da Zlatanov, che prima riceve e poi attacca; al secondo ci pensa Ostapenko con un ace; ancora al servizio, sul 22-24, Ostapenko non si ripete, anzi, la sua battuta finisce direttamente in rete.
Il derby emiliano termina quindi a favore di Modena, che in questa stagione per la quinta volta su cinque partite ottiene il massimo: i tre punti. Il cammino di questi ragazzi è sorprendente, perché si vede che ci sono ancora margini di miglioramento e nonostante questo riescono a imporre il proprio gioco in modo netto in ogni partita.
Ngapeth è stato eletto, meritatamente, MVP del match grazie ad una brillante prestazione.
Piacenza è alla sua seconda sconfitta consecutiva, ma ha perso contro le due squadre più forti in questo momento: Treia e Modena.
Copra Piacenza - Modena Volley 0-3 (21-25 20-25 22-25)
Volley maschile, SuperLega: Molfetta-Monza. Vittoria per i pugliesi. Primo punto della stagione per Monza
Sabato 15 novembre. La sesta giornata della SuperLega si apre con lo scontro tra Molfetta e Monza.
I padroni di casa, dopo le ultime sconfitte, vogliono ritrovare la vittoria, mentre Monza è ancora alla ricerca dei primi punti della stagione.
Novità nel sestetto pugliese, che schiera titolari i due giovani Spirito e Bossi al posto di Hierrezuelo e dell'infortunato Piscopo. In campo quindi: Spirito-Kooistra in diagonale, Bossi-Candellaro al centro, Noda Blanco-Sket in posto 4, Romiti libero.
Gli avversari rispondono con la diagonale Jovovic-Padura Diaz, i centrali Gotsev-Vigil Gonzalez (preferito ad Elia), gli schiacciatori Botto-Galliani (ancora infortunato Quesque) e il libero De Pandis.
Il primo set viene vissuto nel totale equilibrio. Le formazioni lottano azione su azione e nessuna delle due riesce ad allungare, fino all'ace di Bossi e al successivo errore in attacco di Botto, che permettono a Molfetta di portarsi sul 22-20. Monza non ce la fa a recuperare il break e Kooistra segna il 24-22. Botto annulla il primo set-point con un attacco, anche se con qualche dubbio sul tocco a muro fischiato ai pugliesi, poi ci pensa Sket a chiudere 25-23.
Nel secondo parziale Monza appare più determinata e giunge al time-out tecnico con tre lunghezze di vantaggio, 9-12. Dopo qualche scambio, però, Molfetta si riavvicina e Sket riesce a sfruttare bene le mani del muro avversario ottenendo così il punto della parità, 15-15. Tutto da rifare per Monza, ma i ragazzi non si scoraggiano e con l'ace di Vigil Gonzalez ripristinano il +3 (16-19). Galvanizzati dal risultato, continuano ad allungare e, complici anche alcuni errori dei padroni di casa, chiudono il parziale sul 19-25.
Il terzo set inizia nuovamente sul filo dell'equilibrio, fino allo stacco deciso di Molfetta che si porta sul 16-12. Monza, però, risponde subito con la pipe di Galliani, il muro di Vigil Gonzalez, l'attacco di Botto e l'ace di Gotsev e il parziale torna in parità (16-16).
I padroni di casa riprendono a macinare punti e questa volta i ragazzi di Vacondio non riescono a reagire. Padura Diaz viene sostituito da Wang, ma ormai Molfetta ha il pieno controllo del set e domina incontrastata l'ultima parte, fino al perentorio 25-18 siglato da Sket.
Nel quarto set viene confermato in campo Wang e sul punteggio di 6-5 Gotsev lascia il posto ad Elia. I primi scambi sono a favore degli ospiti, ma Molfetta torna subito in partita, raggiunge e sorpassa gli avversari e Kooistra porta i suoi al time-out tecnico sul punteggio di 12-9.
L'attacco in rete di Noda Blanco permette il sorpasso di Monza (16-17), che poco dopo incrementa di un altro punto il vantaggio. Sket ritrova la parità a quota 23, ma Galliani e Padura Diaz, rientrato verso metà set, mettono a segno i colpi decisivi. Davvero positivo il ritorno in campo dell'opposto.
La sfida non è terminata, si decide al tie-break, ma Monza può già festeggiare per aver eliminato lo zero dalla classifica.
Molfetta dopo i primi scambi si porta sul +2 e riesce a gestirlo nel corso del parziale. Le due formazioni sono anche protagoniste di un lungo scambio, con un gran recupero in difesa di Jovovic, ma il finale dell'azione è a favore dei padroni di casa (12-10).
Galliani si ritrova con un palleggio complicato da gestire e non riesce a mandare il pallone al di là della rete, consegnando così tre match-point agli avversari (14-11). Proprio lui annulla il primo, ma Noda Blanco chiude (15-12).
Molfetta torna a vincere dopo tre sconfitte consecutive e sale a quota 9 in classifica. Qualche errore di troppo in alcune fasi, ma buona nel complesso la prova dei ragazzi; ognuno di loro ha dato il proprio contributo per questa vittoria. Bravi anche i due giovani e quindi un po' meno esperti, Spirito e Bossi, che hanno gestito in modo esemplare la gara.
Finalmente anche Monza ha sbloccato la propria situazione in classifica. Quando non si ottengono risultati, comprensibilmente, gara dopo gara diventa sempre più difficile giocare a livello psicologico. Inoltre la squadra deve fare a meno di uno dei suoi atleti di punta, l'infortunato Quesque.
In questa partita i ragazzi allenati da Vacondio hanno ceduto solo al tie-break e si spera che questo dia un po' di morale alla squadra.
Nonostante la sconfitta Padura Diaz si è guadagnato il riconoscimento di MVP del match.
Exprivia Neldiritto Molfetta - Vero Volley Monza 3-2 (25-23 19-25 25-18 23-25 15-12)
I padroni di casa, dopo le ultime sconfitte, vogliono ritrovare la vittoria, mentre Monza è ancora alla ricerca dei primi punti della stagione.
Novità nel sestetto pugliese, che schiera titolari i due giovani Spirito e Bossi al posto di Hierrezuelo e dell'infortunato Piscopo. In campo quindi: Spirito-Kooistra in diagonale, Bossi-Candellaro al centro, Noda Blanco-Sket in posto 4, Romiti libero.
Gli avversari rispondono con la diagonale Jovovic-Padura Diaz, i centrali Gotsev-Vigil Gonzalez (preferito ad Elia), gli schiacciatori Botto-Galliani (ancora infortunato Quesque) e il libero De Pandis.
Il primo set viene vissuto nel totale equilibrio. Le formazioni lottano azione su azione e nessuna delle due riesce ad allungare, fino all'ace di Bossi e al successivo errore in attacco di Botto, che permettono a Molfetta di portarsi sul 22-20. Monza non ce la fa a recuperare il break e Kooistra segna il 24-22. Botto annulla il primo set-point con un attacco, anche se con qualche dubbio sul tocco a muro fischiato ai pugliesi, poi ci pensa Sket a chiudere 25-23.
Nel secondo parziale Monza appare più determinata e giunge al time-out tecnico con tre lunghezze di vantaggio, 9-12. Dopo qualche scambio, però, Molfetta si riavvicina e Sket riesce a sfruttare bene le mani del muro avversario ottenendo così il punto della parità, 15-15. Tutto da rifare per Monza, ma i ragazzi non si scoraggiano e con l'ace di Vigil Gonzalez ripristinano il +3 (16-19). Galvanizzati dal risultato, continuano ad allungare e, complici anche alcuni errori dei padroni di casa, chiudono il parziale sul 19-25.
Il terzo set inizia nuovamente sul filo dell'equilibrio, fino allo stacco deciso di Molfetta che si porta sul 16-12. Monza, però, risponde subito con la pipe di Galliani, il muro di Vigil Gonzalez, l'attacco di Botto e l'ace di Gotsev e il parziale torna in parità (16-16).
I padroni di casa riprendono a macinare punti e questa volta i ragazzi di Vacondio non riescono a reagire. Padura Diaz viene sostituito da Wang, ma ormai Molfetta ha il pieno controllo del set e domina incontrastata l'ultima parte, fino al perentorio 25-18 siglato da Sket.
Nel quarto set viene confermato in campo Wang e sul punteggio di 6-5 Gotsev lascia il posto ad Elia. I primi scambi sono a favore degli ospiti, ma Molfetta torna subito in partita, raggiunge e sorpassa gli avversari e Kooistra porta i suoi al time-out tecnico sul punteggio di 12-9.
L'attacco in rete di Noda Blanco permette il sorpasso di Monza (16-17), che poco dopo incrementa di un altro punto il vantaggio. Sket ritrova la parità a quota 23, ma Galliani e Padura Diaz, rientrato verso metà set, mettono a segno i colpi decisivi. Davvero positivo il ritorno in campo dell'opposto.
La sfida non è terminata, si decide al tie-break, ma Monza può già festeggiare per aver eliminato lo zero dalla classifica.
Molfetta dopo i primi scambi si porta sul +2 e riesce a gestirlo nel corso del parziale. Le due formazioni sono anche protagoniste di un lungo scambio, con un gran recupero in difesa di Jovovic, ma il finale dell'azione è a favore dei padroni di casa (12-10).
Galliani si ritrova con un palleggio complicato da gestire e non riesce a mandare il pallone al di là della rete, consegnando così tre match-point agli avversari (14-11). Proprio lui annulla il primo, ma Noda Blanco chiude (15-12).
Molfetta torna a vincere dopo tre sconfitte consecutive e sale a quota 9 in classifica. Qualche errore di troppo in alcune fasi, ma buona nel complesso la prova dei ragazzi; ognuno di loro ha dato il proprio contributo per questa vittoria. Bravi anche i due giovani e quindi un po' meno esperti, Spirito e Bossi, che hanno gestito in modo esemplare la gara.
Finalmente anche Monza ha sbloccato la propria situazione in classifica. Quando non si ottengono risultati, comprensibilmente, gara dopo gara diventa sempre più difficile giocare a livello psicologico. Inoltre la squadra deve fare a meno di uno dei suoi atleti di punta, l'infortunato Quesque.
In questa partita i ragazzi allenati da Vacondio hanno ceduto solo al tie-break e si spera che questo dia un po' di morale alla squadra.
Nonostante la sconfitta Padura Diaz si è guadagnato il riconoscimento di MVP del match.
Exprivia Neldiritto Molfetta - Vero Volley Monza 3-2 (25-23 19-25 25-18 23-25 15-12)
martedì 11 novembre 2014
Volley maschile, SuperLega: Treia-Piacenza. Dopo la Supercoppa Treia batte Piacenza anche in Campionato
Hanno aperto la stagione affrontandosi per conquistare la Supercoppa, vinta dai marchigiani dopo 5 combattuti set. Adesso, nella quinta giornata della SuperLega, si trovano di nuovo faccia a faccia.
Percorso netto finora per Treia, con una giornata di riposo e tre vittorie su tre partite; buon avvio anche per Piacenza, che dopo aver perso la prima contro Ravenna non si è più fermata e può contare su tre vittorie consecutive.
Entrambe hanno passato una settimana intensa, a causa dell'inizio della Champions League, ed entrambe hanno perso al tie-break.
In campo per la Lube la diagonale Baranowicz-Sabbi, i centrali Podrascanin e Stankovic, gli schiacciatori Parodi e Kovar e il libero Henno. La Copra risponde con Vermiglio e Le Roux, Ostapenko e Kohut al centro, Zlatanov e Papi in posto 4, Mario Jr libero.
Treia apre il match con un secco 3-0 e mostra fin dall'inizio le sue potenzialità. Al time-out tecnico le squadre sono separate da 5 lunghezze (12-7) e in un attimo Piacenza si trova doppiata nel punteggio (14-7). Gli emiliani riescono a recuperare, aiutati anche da qualche errore degli avversari, e a raggiungere il -1 (22-21). L'attacco di Parodi segna il +2, ma capitan Zlatanov non si arrende e ristabilisce il -1. Sabbi sigla il 24-22 e l'errore in attacco di Papi chiude il parziale.
Il secondo set inizia con un grande Zlatanov e il vantaggio minimo sul 3-4, ma la Lube gioca meglio e arriva al time-out tecnico avanti di quattro (12-8). Piacenza non è ai suoi soliti livelli e la buona partita di Zlatanov non basta: Le Roux fa molta fatica e viene sostituito da Ter Horst, Papi lascia il posto a Massari e Alletti entra per Kohut.
Le cose non cambiano: Ter Horst sbaglia la battuta consegnando sei set-point agli avversari (24-18). Errore al servizio anche per Stankovic. Massari annulla il secondo set-point, ma nell'azione successiva subisce il muro di Podrascanin. Il parziale termina quindi 25-20.
Nel terzo set ancora spazio per Alletti e Massari. Il punteggio resta in equilibrio fino al 8-8, poi la Lube allunga sul 12-8. Piacenza recupera, ma i marchigiani sono più concreti e determinati e si portano con un primo tempo di Stankovic sul +3 (20-17). Baranowicz conquista quattro match-point con un tocco di seconda (24-20) e un ottimo Kovar (il migliore in campo) chiude la partita sul 25-21.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Copra Piacenza 3-0 (25-22 25-20 25-21)
Percorso netto finora per Treia, con una giornata di riposo e tre vittorie su tre partite; buon avvio anche per Piacenza, che dopo aver perso la prima contro Ravenna non si è più fermata e può contare su tre vittorie consecutive.
Entrambe hanno passato una settimana intensa, a causa dell'inizio della Champions League, ed entrambe hanno perso al tie-break.
In campo per la Lube la diagonale Baranowicz-Sabbi, i centrali Podrascanin e Stankovic, gli schiacciatori Parodi e Kovar e il libero Henno. La Copra risponde con Vermiglio e Le Roux, Ostapenko e Kohut al centro, Zlatanov e Papi in posto 4, Mario Jr libero.
Treia apre il match con un secco 3-0 e mostra fin dall'inizio le sue potenzialità. Al time-out tecnico le squadre sono separate da 5 lunghezze (12-7) e in un attimo Piacenza si trova doppiata nel punteggio (14-7). Gli emiliani riescono a recuperare, aiutati anche da qualche errore degli avversari, e a raggiungere il -1 (22-21). L'attacco di Parodi segna il +2, ma capitan Zlatanov non si arrende e ristabilisce il -1. Sabbi sigla il 24-22 e l'errore in attacco di Papi chiude il parziale.
Il secondo set inizia con un grande Zlatanov e il vantaggio minimo sul 3-4, ma la Lube gioca meglio e arriva al time-out tecnico avanti di quattro (12-8). Piacenza non è ai suoi soliti livelli e la buona partita di Zlatanov non basta: Le Roux fa molta fatica e viene sostituito da Ter Horst, Papi lascia il posto a Massari e Alletti entra per Kohut.
Le cose non cambiano: Ter Horst sbaglia la battuta consegnando sei set-point agli avversari (24-18). Errore al servizio anche per Stankovic. Massari annulla il secondo set-point, ma nell'azione successiva subisce il muro di Podrascanin. Il parziale termina quindi 25-20.
Nel terzo set ancora spazio per Alletti e Massari. Il punteggio resta in equilibrio fino al 8-8, poi la Lube allunga sul 12-8. Piacenza recupera, ma i marchigiani sono più concreti e determinati e si portano con un primo tempo di Stankovic sul +3 (20-17). Baranowicz conquista quattro match-point con un tocco di seconda (24-20) e un ottimo Kovar (il migliore in campo) chiude la partita sul 25-21.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Copra Piacenza 3-0 (25-22 25-20 25-21)
Volley maschile, SuperLega: Monza-Ravenna. Continua il bel cammino di Ravenna
Sabato 8 novembre. La quinta giornata del Campionato si apre con l'anticipo Monza-Ravenna. Totalmente opposta la situazione in classifica delle due squadre: i padroni di casa sono a quota zero, non sono ancora riusciti ad esprimersi al meglio e riscontrano diverse difficoltà nel cercare di mantenere il ritmo degli avversari; al contrario, Ravenna si gode la meritata parte alta della classifica, guadagnata con tre vittorie e una sconfitta.
Novità per la formazione guidata da Vacondio, che sceglie come opposto titolare Wang. Insieme a lui Jovovic al palleggio, Elia e Gotsev al centro, Botto e Galliani in banda e De Pandis libero.
Dall'altra parte della rete tutto invariato, con la diagonale Toniutti-Renan, i centrali Cester e Mengozzi, gli schiacciatori Čebulj e Koumentakis e il libero Bari.
Monza deve fare a meno dell'infortunato Quesque, mentre Ravenna è riuscita a recuperare Čebulj, che si era fatto male ad una caviglia durante un allenamento.
Il match parte in equilibrio. Dopo essere giunti al 8-8, gli ospiti vanno a +3, costringendo Vacondio a chiamare un time-out (8-11). I suoi si riportano a -1 grazie all'ace di Botto e si arriva al time-out tecnico sul 10-12. Le due formazioni restano vicine nel punteggio. Sul 16-18 Elia lascia il posto allo spagnolo Vigil Gonzalez. Sul 18-20 avviene il solito ed efficace doppio cambio usato da Ravenna, con Cavanna e Jeliazkov, seguito poco dopo dal doppio cambio di Monza, con Tiberti e Padura Diaz.
Sul 19-23 Monza chiama il time-out. Al rientro in campo Gotsev viene murato da Mengozzi e un altro muro, questa volta di Jeliazkov su Padura Diaz, segna la fine del primo parziale.
Čebulj si è visto molto meno del solito, probabilmente Toniutti non l'ha chiamato spesso in causa per lasciargli il tempo di scaldare e testare la caviglia.
Nel secondo set viene confermato Vigil Gonzalez. Arriva una buona reazione di Monza, che allunga subito sul 4-1 e riesce a mantenere questo vantaggio per diversi scambi. Sul 10-7 entra il giovane brasiliano Zappoli al posto di Koumentakis. Ravenna recupera, pareggia a quota 11 e, dopo una fase punto a punto, sorpassa Monza portandosi a +3 (14-17). Vacondio prova a cambiare qualcosa inserendo Tiberti in regia, ma gli avversari allungano ancora e si ritrovano con cinque set-point (19-24). Mengozzi sbaglia la battuta. Jeliazkov, che risponde sempre presente quando viene richiesto il suo contributo, chiude con un attacco.
Nel terzo set ancora in campo Vigil Gonzalez e Tiberti per Monza; dall'altra parte confermato Zappoli. Ravenna non lascia il tempo agli avversari di tentare una reazione, parte subito a mille: Mengozzi è in grande forma, Čebulj dopo il primo set di rodaggio è tornato ai suoi attacchi devastanti, la prova di Zappoli è più che positiva.
I ragazzi di Vacondio cercano di dare di più, ma il divario tra le due squadre è ancora ampio e a Monza sembra mancare qualche leader che spinga la squadra in modo costante.
Dopo essere giunta a +5 al time-out tecnico grazie ad un primo tempo di Cester (7-12), Ravenna allunga ancora e un pallonetto di Zappoli regala ai suoi otto match-point (16-24). E proprio lui pone fine al set e alla partita sul 17-25.
Vero Volley Monza - CMC Ravenna 0-3 (19-25 20-25 17-25)
Novità per la formazione guidata da Vacondio, che sceglie come opposto titolare Wang. Insieme a lui Jovovic al palleggio, Elia e Gotsev al centro, Botto e Galliani in banda e De Pandis libero.
Dall'altra parte della rete tutto invariato, con la diagonale Toniutti-Renan, i centrali Cester e Mengozzi, gli schiacciatori Čebulj e Koumentakis e il libero Bari.
Monza deve fare a meno dell'infortunato Quesque, mentre Ravenna è riuscita a recuperare Čebulj, che si era fatto male ad una caviglia durante un allenamento.
Il match parte in equilibrio. Dopo essere giunti al 8-8, gli ospiti vanno a +3, costringendo Vacondio a chiamare un time-out (8-11). I suoi si riportano a -1 grazie all'ace di Botto e si arriva al time-out tecnico sul 10-12. Le due formazioni restano vicine nel punteggio. Sul 16-18 Elia lascia il posto allo spagnolo Vigil Gonzalez. Sul 18-20 avviene il solito ed efficace doppio cambio usato da Ravenna, con Cavanna e Jeliazkov, seguito poco dopo dal doppio cambio di Monza, con Tiberti e Padura Diaz.
Sul 19-23 Monza chiama il time-out. Al rientro in campo Gotsev viene murato da Mengozzi e un altro muro, questa volta di Jeliazkov su Padura Diaz, segna la fine del primo parziale.
Čebulj si è visto molto meno del solito, probabilmente Toniutti non l'ha chiamato spesso in causa per lasciargli il tempo di scaldare e testare la caviglia.
Nel secondo set viene confermato Vigil Gonzalez. Arriva una buona reazione di Monza, che allunga subito sul 4-1 e riesce a mantenere questo vantaggio per diversi scambi. Sul 10-7 entra il giovane brasiliano Zappoli al posto di Koumentakis. Ravenna recupera, pareggia a quota 11 e, dopo una fase punto a punto, sorpassa Monza portandosi a +3 (14-17). Vacondio prova a cambiare qualcosa inserendo Tiberti in regia, ma gli avversari allungano ancora e si ritrovano con cinque set-point (19-24). Mengozzi sbaglia la battuta. Jeliazkov, che risponde sempre presente quando viene richiesto il suo contributo, chiude con un attacco.
Nel terzo set ancora in campo Vigil Gonzalez e Tiberti per Monza; dall'altra parte confermato Zappoli. Ravenna non lascia il tempo agli avversari di tentare una reazione, parte subito a mille: Mengozzi è in grande forma, Čebulj dopo il primo set di rodaggio è tornato ai suoi attacchi devastanti, la prova di Zappoli è più che positiva.
I ragazzi di Vacondio cercano di dare di più, ma il divario tra le due squadre è ancora ampio e a Monza sembra mancare qualche leader che spinga la squadra in modo costante.
Dopo essere giunta a +5 al time-out tecnico grazie ad un primo tempo di Cester (7-12), Ravenna allunga ancora e un pallonetto di Zappoli regala ai suoi otto match-point (16-24). E proprio lui pone fine al set e alla partita sul 17-25.
Vero Volley Monza - CMC Ravenna 0-3 (19-25 20-25 17-25)
giovedì 30 ottobre 2014
Volley maschile, SuperLega: Piacenza-Verona. Gli emiliani conquistano 3 punti imponendosi 3-0 sugli avversari
A pochi giorni dalla seconda partita del Campionato, tutte le squadre, a parte Milano, tornano in campo per il primo turno infrasettimanale della stagione.
In uno dei match in programma si affrontano Piacenza e Verona, due squadre di buon livello da cui ci si aspetta una grande battaglia e, più in generale, alte posizioni in classifica.
Entrambe le formazioni hanno perso la prima partita della stagione e vinto la seconda.
I padroni di casa stanno vivendo giorni difficili a causa di problemi societari. I tifosi prima del fischio di inizio hanno esposto striscioni di protesta. Si spera che tutto si risolva in fretta, altrimenti una delle grandi piazze della pallavolo italiana rischia di non avere più una squadra, per colpa di qualcuno che prende grossi impegni senza poi rispettarli.
Gli ospiti possono di nuovo contare sul loro opposto titolare, Gasparini, escluso dalla gara contro Milano per problemi fisici.
Radici schiera la diagonale Vermiglio-Le Roux, Ostapenko-Kohut al centro, Zlatanov-Papi in posto 4 e Mario Jr libero.
I titolari di Giani sono Coscione-Gasparini, Zingel-Anzani al centro, Deroo-Sander schiacciatori e Pesaresi libero.
Il primo set prende l'avvio con diversi errori al servizio da entrambe le parti, con l'eccezione dei due centrali di Verona che guadagnano un ace a testa. Si gioca punto a punto fino al 15-15, dopodiché Piacenza preme sull'acceleratore e si porta sul 20-15. I veneti ricominciano a fare punti con Sander e accorciano ancora le distanze in seguito ad un attacco out di Zlatanov (20-17); ma il capitano si rifà subito segnando il 21-17. Il muro di Gasparini sull'onnipresente Zlatanov vale il -2 (21-19), ma i padroni di casa allungano di nuovo e Le Roux mette giù il 24-21. Kohut sbaglia il servizio, ma nell'azione successiva l'invasione a muro di Verona sull'attacco di Papi segna la fine del set.
L'inizio positivo dei veneti nel secondo parziale non trova seguito. Piacenza riesce ad imporre il proprio gioco e sul punteggio di 8-4 Giani si trova costretto a chiamare un time-out. Le cose non cambiano e il divario cresce ulteriormente sul 10-4. Dalla panchina subentrano White per un Sander molto spento e Bellei per un Gasparini ancora sottotono. Nel corso del set tutta la squadra perde lucidità ed esce mentalmente dal campo e i ragazzi di Radici ne approfittano per terminare in fretta il parziale: sono addirittura dodici i set-point a disposizione e dopo un primo tempo messo giù da Anzani, Le Roux chiude sul 25-13.
Il terzo parziale riprende con Sander e Gasparini nel sestetto. Verona prova a reagire, apre il set con l'ace di Sander e mantiene un piccolo vantaggio che la porta al time-out tecnico sul 10-12. L'ace di Zlatanov ristabilisce la parità sul 13-13 e si prosegue punto a punto. Sul 16-16 Sander lascia di nuovo il posto a White. Piacenza riesce ad ottenere un break sul 19-17, ma gli avversari non si arrendono e li raggiungono (19-19). Un altro break conduce al 23-20. Gasparini prova a recuperare firmando il 23-21, ma subito dopo sbaglia il servizio concedendo tre palle match a Piacenza. Ancora lui protagonista annulla la prima, poi Papi chiude il set e la partita.
Ci si aspettava un match combattuto, probabilmente con un epilogo al tie-break, ma ogni sfida è una storia a sé. Per Verona è stata una serata no e ha fatto passi indietro rispetto alle prestazioni precedenti, mentre Piacenza, nonostante le varie preoccupazioni di questo periodo, è riuscita a trovare la concentrazione giusta e a sviluppare un buon gioco.
Capitan Zlatanov è stato nominato, più che meritatamente, MVP della partita.
Copra Ardelia Piacenza - Calzedonia Verona 3-0 (25-22 25-13 25-22)
In uno dei match in programma si affrontano Piacenza e Verona, due squadre di buon livello da cui ci si aspetta una grande battaglia e, più in generale, alte posizioni in classifica.
Entrambe le formazioni hanno perso la prima partita della stagione e vinto la seconda.
I padroni di casa stanno vivendo giorni difficili a causa di problemi societari. I tifosi prima del fischio di inizio hanno esposto striscioni di protesta. Si spera che tutto si risolva in fretta, altrimenti una delle grandi piazze della pallavolo italiana rischia di non avere più una squadra, per colpa di qualcuno che prende grossi impegni senza poi rispettarli.
Gli ospiti possono di nuovo contare sul loro opposto titolare, Gasparini, escluso dalla gara contro Milano per problemi fisici.
Radici schiera la diagonale Vermiglio-Le Roux, Ostapenko-Kohut al centro, Zlatanov-Papi in posto 4 e Mario Jr libero.
I titolari di Giani sono Coscione-Gasparini, Zingel-Anzani al centro, Deroo-Sander schiacciatori e Pesaresi libero.
Il primo set prende l'avvio con diversi errori al servizio da entrambe le parti, con l'eccezione dei due centrali di Verona che guadagnano un ace a testa. Si gioca punto a punto fino al 15-15, dopodiché Piacenza preme sull'acceleratore e si porta sul 20-15. I veneti ricominciano a fare punti con Sander e accorciano ancora le distanze in seguito ad un attacco out di Zlatanov (20-17); ma il capitano si rifà subito segnando il 21-17. Il muro di Gasparini sull'onnipresente Zlatanov vale il -2 (21-19), ma i padroni di casa allungano di nuovo e Le Roux mette giù il 24-21. Kohut sbaglia il servizio, ma nell'azione successiva l'invasione a muro di Verona sull'attacco di Papi segna la fine del set.
L'inizio positivo dei veneti nel secondo parziale non trova seguito. Piacenza riesce ad imporre il proprio gioco e sul punteggio di 8-4 Giani si trova costretto a chiamare un time-out. Le cose non cambiano e il divario cresce ulteriormente sul 10-4. Dalla panchina subentrano White per un Sander molto spento e Bellei per un Gasparini ancora sottotono. Nel corso del set tutta la squadra perde lucidità ed esce mentalmente dal campo e i ragazzi di Radici ne approfittano per terminare in fretta il parziale: sono addirittura dodici i set-point a disposizione e dopo un primo tempo messo giù da Anzani, Le Roux chiude sul 25-13.
Il terzo parziale riprende con Sander e Gasparini nel sestetto. Verona prova a reagire, apre il set con l'ace di Sander e mantiene un piccolo vantaggio che la porta al time-out tecnico sul 10-12. L'ace di Zlatanov ristabilisce la parità sul 13-13 e si prosegue punto a punto. Sul 16-16 Sander lascia di nuovo il posto a White. Piacenza riesce ad ottenere un break sul 19-17, ma gli avversari non si arrendono e li raggiungono (19-19). Un altro break conduce al 23-20. Gasparini prova a recuperare firmando il 23-21, ma subito dopo sbaglia il servizio concedendo tre palle match a Piacenza. Ancora lui protagonista annulla la prima, poi Papi chiude il set e la partita.
Ci si aspettava un match combattuto, probabilmente con un epilogo al tie-break, ma ogni sfida è una storia a sé. Per Verona è stata una serata no e ha fatto passi indietro rispetto alle prestazioni precedenti, mentre Piacenza, nonostante le varie preoccupazioni di questo periodo, è riuscita a trovare la concentrazione giusta e a sviluppare un buon gioco.
Capitan Zlatanov è stato nominato, più che meritatamente, MVP della partita.
Copra Ardelia Piacenza - Calzedonia Verona 3-0 (25-22 25-13 25-22)
lunedì 27 ottobre 2014
Volley maschile, SuperLega: Ravenna-Latina. Un'altra vittoria per una Ravenna convincente
Nell'anticipo della seconda giornata di Campionato si affrontano Ravenna e Latina, entrambe a quota 3 in classifica grazie alle vittorie del primo turno, rispettivamente contro Piacenza e Monza.
In campo per i padroni di casa: Toniutti-Renan, Cester-Mengozzi, Čebulj-Koumentakis e l'uso del doppio libero con Bari e Goi.
Gli avversari schierano Sottile-Starovic, Van de Voorde-Rossi, Urnaut-Rauwerdink e Manià.
Avvio convincente di Latina, ma Ravenna torna subito in gioco e il set prosegue in modo molto equilibrato. Si arriva al time-out tecnico sul 12-11. Sottile si affida soprattutto a Starovic, che non delude le aspettative, mentre l'inizio di Urnaut non è dei migliori e Blengini prova a sostituirlo con Skrimov. Proprio quest'ultimo conquista il primo set-point (23-24), che viene però annullato da Čebulj. Nessuno vuole cedere e si continua con Starovic, Cester, Rauwerdink. Ravenna ottiene il 26 pari con una difesa di Toniutti (e non è stata l'unica nel corso del match), l'alzata in bagher di Bari e l'attacco di Koumentakis. Dopo la battuta out di Cester, Starovic chiude i conti sul 26-28.
Nel secondo set viene confermato in campo Skrimov. I padroni di casa iniziano a giocare in modo più sciolto, allungano sul 11-7 ed sono avanti di tre al time-out tecnico (12-9). Latina però reagisce, annulla lo svantaggio a quota 18 e passa a condurre 18-19. Ravenna gioca bene i suoi cambi, prima con Gabriele per Koumentakis e poi con la diagonale Cavanna-Jeliazkov. Ed è proprio il bulgaro a mettere a segno i punti decisivi per la conquista del parziale (25-23).
L'inizio del terzo set è nuovamente in equilibrio, poi Ravenna inserisce una marcia in più e un ottimo Renan firma addirittura il +6 (17-11). Urnaut, appena entrato al posto di Rauwerdink, mura la pipe di Čebulj ponendo fine all'allungo degli avversari e dando l'avvio ad una piccola rimonta che porta al 17-14.
I ragazzi allenati da Kantor, però, sono più decisi e dopo aver ripreso il largo chiudono con un muro di Cester sul 25-19 (davvero bravi lui e il compagno di reparto Mengozzi).
Il quarto set vede dei cambi nel sestetto laziale: Semenzato al posto di Rossi e Urnaut per Skrimov. La prima parte viene giocata sul punto a punto. Le due formazioni arrivano al time-out tecnico sul 12-11. Ravenna, però, sembra avere più sete di vittoria e si porta avanti sul 20-14. Latina dimezza lo svantaggio (20-17), ma non riesce a contenere gli avversari, che si ritrovano con quattro match-point. Il primo viene annullato da Urnaut, poi Čebulj chiude il set e la partita.
CMC Ravenna - Top Volley Latina 3-1 (26-28 25-23 25-19 25-21)
In campo per i padroni di casa: Toniutti-Renan, Cester-Mengozzi, Čebulj-Koumentakis e l'uso del doppio libero con Bari e Goi.
Gli avversari schierano Sottile-Starovic, Van de Voorde-Rossi, Urnaut-Rauwerdink e Manià.
Avvio convincente di Latina, ma Ravenna torna subito in gioco e il set prosegue in modo molto equilibrato. Si arriva al time-out tecnico sul 12-11. Sottile si affida soprattutto a Starovic, che non delude le aspettative, mentre l'inizio di Urnaut non è dei migliori e Blengini prova a sostituirlo con Skrimov. Proprio quest'ultimo conquista il primo set-point (23-24), che viene però annullato da Čebulj. Nessuno vuole cedere e si continua con Starovic, Cester, Rauwerdink. Ravenna ottiene il 26 pari con una difesa di Toniutti (e non è stata l'unica nel corso del match), l'alzata in bagher di Bari e l'attacco di Koumentakis. Dopo la battuta out di Cester, Starovic chiude i conti sul 26-28.
Nel secondo set viene confermato in campo Skrimov. I padroni di casa iniziano a giocare in modo più sciolto, allungano sul 11-7 ed sono avanti di tre al time-out tecnico (12-9). Latina però reagisce, annulla lo svantaggio a quota 18 e passa a condurre 18-19. Ravenna gioca bene i suoi cambi, prima con Gabriele per Koumentakis e poi con la diagonale Cavanna-Jeliazkov. Ed è proprio il bulgaro a mettere a segno i punti decisivi per la conquista del parziale (25-23).
L'inizio del terzo set è nuovamente in equilibrio, poi Ravenna inserisce una marcia in più e un ottimo Renan firma addirittura il +6 (17-11). Urnaut, appena entrato al posto di Rauwerdink, mura la pipe di Čebulj ponendo fine all'allungo degli avversari e dando l'avvio ad una piccola rimonta che porta al 17-14.
I ragazzi allenati da Kantor, però, sono più decisi e dopo aver ripreso il largo chiudono con un muro di Cester sul 25-19 (davvero bravi lui e il compagno di reparto Mengozzi).
Il quarto set vede dei cambi nel sestetto laziale: Semenzato al posto di Rossi e Urnaut per Skrimov. La prima parte viene giocata sul punto a punto. Le due formazioni arrivano al time-out tecnico sul 12-11. Ravenna, però, sembra avere più sete di vittoria e si porta avanti sul 20-14. Latina dimezza lo svantaggio (20-17), ma non riesce a contenere gli avversari, che si ritrovano con quattro match-point. Il primo viene annullato da Urnaut, poi Čebulj chiude il set e la partita.
CMC Ravenna - Top Volley Latina 3-1 (26-28 25-23 25-19 25-21)
lunedì 20 ottobre 2014
Volley maschile, SuperLega: Modena-Perugia. Vittoria da 3 punti per Modena
Nella prima giornata del Campionato si scontrano due squadre che contano di lottare per i posti più alti della classifica: Modena, arrivata alle semifinali per lo scudetto lo scorso anno, e Perugia, sconfitta in finale da Macerata.
In campo per i padroni di casa: Bruninho-Vettori, Piano-Verhees, Petric-Kovacevic e Rossini; dall'altra parte: De Cecco-Atanasijevic, Buti-Beretta, Fromm-Maruotti e Giovi.
Inizio con il botto per Modena che si porta subito sul 5-2 con due ace consecutivi di Verhees. E l'ottima prova in battuta della squadra è appena all'inizio. Kovacevic mantiene i suoi sul +3 con un altro ace (8-5). Perugia, però, si rimette subito in pari con Atanasijevic, De Cecco (ace) e Maruotti. Il resto del parziale è equilibrato (20-20, 23-23). L'errore in battuta di Verhees concede il primo set-point a Perugia, ma si torna in parità. Il muro di Beretta offre un'altra occasione e Atanasijevic non la spreca, chiudendo il parziale 24-26.
Nel secondo set, sul 7-10 Lorenzetti fa entrare Ngapeth, già utilizzato nel primo, al posto di Petric, che non riesce proprio ad entrare in partita.
Un fallo in palleggio di De Cecco porta le due formazioni sul 10 pari. Modena e Perugia restano vicine nel punteggio fino all'ace di Kovacevic e al pallonetto di Ngapeth, che conducono al 21-18. Entrano Sunder e Vujevic al posto degli schiacciatori titolari, che faticano molto in ricezione costringendo De Cecco agli straordinari, ma il parziale resta nelle mani degli emiliani che chiudono sul 25-22.
Nel terzo set viene confermato in campo Ngapeth. Nella prima parte Perugia mantiene un vantaggio di due o tre punti e si giunge al time-out tecnico sul 9-12. Un attacco out di Atanasijevic ripristina la parità a quota 18 e Modena ne approfitta con Kovacevic e con un ace di Bruninho per andare a +2 (20-18). Altri due ace consecutivi di Kovacevic permettono ai suoi di scappare a +4, 23-19. Piano allunga ancora, ottenendo 5 set-point. Sunder, appena entrato, annulla il primo con una pipe; poi il servizio out di De Cecco vale il 25-20 per gli avversari.
Nel quarto set continua lo show in battuta dei padroni di casa, che con due ace di seguito di Bruninho si portano subito sul 6-4. Fromm, ancora in difficoltà in ricezione, lascia il posto a Sunder. Per tutta la durata del parziale è Modena a condurre e a poco servono i cambi provati dal nuovo allenatore Grbic (Barone per Buti e Vujevic per Maruotti, oltre al già citato Sunder). Gli emiliani hanno a disposizione 3 set-point e Vettori chiude subito, conquistando i primi 3 punti della stagione e lasciando Perugia a 0.
Molto positiva la prova di Modena e in particolare di Bruninho e Kovacevic. Da sottolineare i 12 ace complessivi del sestetto di Lorenzetti.
I 26 punti realizzati da Atanasijevic non bastano ad una squadra che ha fatto fatica in ricezione e ha commesso qualche imprecisione di troppo. Certamente nel corso del Campionato la coesione e di conseguenza il livello di gioco del gruppo, in parte rivoluzionato rispetto alla scorsa stagione, migliorerà.
Modena Volley - Sir Safety Perugia 3-1 (24-26 25-22 25-20 25-21)
In campo per i padroni di casa: Bruninho-Vettori, Piano-Verhees, Petric-Kovacevic e Rossini; dall'altra parte: De Cecco-Atanasijevic, Buti-Beretta, Fromm-Maruotti e Giovi.
Inizio con il botto per Modena che si porta subito sul 5-2 con due ace consecutivi di Verhees. E l'ottima prova in battuta della squadra è appena all'inizio. Kovacevic mantiene i suoi sul +3 con un altro ace (8-5). Perugia, però, si rimette subito in pari con Atanasijevic, De Cecco (ace) e Maruotti. Il resto del parziale è equilibrato (20-20, 23-23). L'errore in battuta di Verhees concede il primo set-point a Perugia, ma si torna in parità. Il muro di Beretta offre un'altra occasione e Atanasijevic non la spreca, chiudendo il parziale 24-26.
Nel secondo set, sul 7-10 Lorenzetti fa entrare Ngapeth, già utilizzato nel primo, al posto di Petric, che non riesce proprio ad entrare in partita.
Un fallo in palleggio di De Cecco porta le due formazioni sul 10 pari. Modena e Perugia restano vicine nel punteggio fino all'ace di Kovacevic e al pallonetto di Ngapeth, che conducono al 21-18. Entrano Sunder e Vujevic al posto degli schiacciatori titolari, che faticano molto in ricezione costringendo De Cecco agli straordinari, ma il parziale resta nelle mani degli emiliani che chiudono sul 25-22.
Nel terzo set viene confermato in campo Ngapeth. Nella prima parte Perugia mantiene un vantaggio di due o tre punti e si giunge al time-out tecnico sul 9-12. Un attacco out di Atanasijevic ripristina la parità a quota 18 e Modena ne approfitta con Kovacevic e con un ace di Bruninho per andare a +2 (20-18). Altri due ace consecutivi di Kovacevic permettono ai suoi di scappare a +4, 23-19. Piano allunga ancora, ottenendo 5 set-point. Sunder, appena entrato, annulla il primo con una pipe; poi il servizio out di De Cecco vale il 25-20 per gli avversari.
Nel quarto set continua lo show in battuta dei padroni di casa, che con due ace di seguito di Bruninho si portano subito sul 6-4. Fromm, ancora in difficoltà in ricezione, lascia il posto a Sunder. Per tutta la durata del parziale è Modena a condurre e a poco servono i cambi provati dal nuovo allenatore Grbic (Barone per Buti e Vujevic per Maruotti, oltre al già citato Sunder). Gli emiliani hanno a disposizione 3 set-point e Vettori chiude subito, conquistando i primi 3 punti della stagione e lasciando Perugia a 0.
Molto positiva la prova di Modena e in particolare di Bruninho e Kovacevic. Da sottolineare i 12 ace complessivi del sestetto di Lorenzetti.
I 26 punti realizzati da Atanasijevic non bastano ad una squadra che ha fatto fatica in ricezione e ha commesso qualche imprecisione di troppo. Certamente nel corso del Campionato la coesione e di conseguenza il livello di gioco del gruppo, in parte rivoluzionato rispetto alla scorsa stagione, migliorerà.
Modena Volley - Sir Safety Perugia 3-1 (24-26 25-22 25-20 25-21)
Volley maschile, SuperLega: Treia-Verona. Primi 3 punti della stagione per i marchigiani
L'anticipo Cucine Lube Banca Marche Treia - Calzedonia Verona apre il nuovo e rivoluzionato Campionato italiano.
Da una parte troviamo i campioni in carica, dall'altra una squadra promettente da cui ci si aspetta una stagione ad alti livelli.
Treia, che deve fare a meno di Fei, schiera Baranowicz-Sabbi, Stankovic-Podrascanin, Kurek-Parodi e Henno. Verona risponde con Coscione-Gasparini, Zingel-Anzani, Sander-Deroo e Pesaresi.
Il primo punto della stagione è un primo tempo messo giù da Anzani. I veneti partono subito decisi a dire la loro e costringono Giuliani a chiamare un time-out sul 4-8. Si accorciano le distanze al time-out tecnico, 10-12, e i marchigiani riescono anche a riportare la parità sul 12-12. Verona torna avanti di tre (13-16), ma gli avversari trovano ancora la parità a quota 21. I ragazzi allenati da Giani, però, trovano il break decisivo e l'errore di Kurek chiude il parziale sul 22-25.
Un po' di fatica in ricezione per Verona. Quattro errori diretti in attacco per Treia, di cui tre di un Kurek poco brillante.
Nel secondo set la reazione della Lube non si fa attendere. Sul 10-5 Deroo lascia il posto a White, ma i marchigiani si esprimono ad un buon livello in tutti i fondamentali e Verona non riesce a colmare il divario. Podrascanin mette a segno il definitivo 25-21.
Nel terzo set viene confermato in campo White. Sul 6-4 entra Bellei al posto di un Gasparini al di sotto dei sui livelli. Verona trova la parità con Sander sul 6-6, ma i padroni di casa non si lasciano intimorire e volano sul 10-6. Giani prova a far rientrare Deroo e Gasparini, ma il risultato non cambia e un errore in battuta dell'opposto regala il 25-19 a Treia.
Il quarto set inizia con Kovar in campo, già entrato nei parziali precedenti al posto di Kurek per dare più equilibrio. Nella prima parte Verona mantiene un vantaggio di uno o due punti, poi un ace e due attacchi di Sabbi portano Treia dal 8-9 al 11-9. I veneti non si arrendono e dopo aver riportato il set in parità, vanno a +2 con Deroo e Sander (14-16). Si continua a lottare fino al 19-19, poi Verona allunga e Sander regala ai suoi il 21-24. Sembrerebbe tutto pronto per il tie-break e invece: entra Bellei per la battuta e la sbaglia; Kovar utilizza bene le mani del muro avversario andando a segno; ace di Baranowicz. Dopo aver annullato tre set-point i marchigiani ne trovano uno a loro favore grazie all'attacco sbagliato di Sander. La pipe di Deroo riporta le due formazioni in parità, ma Sabbi realizza due punti consecutivi regalando ai suoi il 27-25 e i primi 3 punti della stagione.
Ottima prova di Sabbi, decisivo in molti momenti della partita, e buona prova in generale della squadra. Giornata non al massimo per Kurek.
Verona ha fatto vedere cose interessanti in vari passaggi del match, anche se nel momento cruciale si è fatta sfuggire l'opportunità di arrivare ad un tie-break ormai quasi dato per certo. Sicuramente bisogna anche considerare che i giocatori si conoscono poco e questa era solo la prima partita (oltretutto contro i campioni d'Italia in carica). Da migliorare la ricezione degli schiacciatori. Si è visto un Gasparini un po' sotto tono; al contrario la prova di Zingel è stata molto positiva.
19 punti sia per Sabbi che per Sander.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Calzedonia Verona 3-1 (22-25 25-21 25-19 27-25)
Da una parte troviamo i campioni in carica, dall'altra una squadra promettente da cui ci si aspetta una stagione ad alti livelli.
Treia, che deve fare a meno di Fei, schiera Baranowicz-Sabbi, Stankovic-Podrascanin, Kurek-Parodi e Henno. Verona risponde con Coscione-Gasparini, Zingel-Anzani, Sander-Deroo e Pesaresi.
Il primo punto della stagione è un primo tempo messo giù da Anzani. I veneti partono subito decisi a dire la loro e costringono Giuliani a chiamare un time-out sul 4-8. Si accorciano le distanze al time-out tecnico, 10-12, e i marchigiani riescono anche a riportare la parità sul 12-12. Verona torna avanti di tre (13-16), ma gli avversari trovano ancora la parità a quota 21. I ragazzi allenati da Giani, però, trovano il break decisivo e l'errore di Kurek chiude il parziale sul 22-25.
Un po' di fatica in ricezione per Verona. Quattro errori diretti in attacco per Treia, di cui tre di un Kurek poco brillante.
Nel secondo set la reazione della Lube non si fa attendere. Sul 10-5 Deroo lascia il posto a White, ma i marchigiani si esprimono ad un buon livello in tutti i fondamentali e Verona non riesce a colmare il divario. Podrascanin mette a segno il definitivo 25-21.
Nel terzo set viene confermato in campo White. Sul 6-4 entra Bellei al posto di un Gasparini al di sotto dei sui livelli. Verona trova la parità con Sander sul 6-6, ma i padroni di casa non si lasciano intimorire e volano sul 10-6. Giani prova a far rientrare Deroo e Gasparini, ma il risultato non cambia e un errore in battuta dell'opposto regala il 25-19 a Treia.
Il quarto set inizia con Kovar in campo, già entrato nei parziali precedenti al posto di Kurek per dare più equilibrio. Nella prima parte Verona mantiene un vantaggio di uno o due punti, poi un ace e due attacchi di Sabbi portano Treia dal 8-9 al 11-9. I veneti non si arrendono e dopo aver riportato il set in parità, vanno a +2 con Deroo e Sander (14-16). Si continua a lottare fino al 19-19, poi Verona allunga e Sander regala ai suoi il 21-24. Sembrerebbe tutto pronto per il tie-break e invece: entra Bellei per la battuta e la sbaglia; Kovar utilizza bene le mani del muro avversario andando a segno; ace di Baranowicz. Dopo aver annullato tre set-point i marchigiani ne trovano uno a loro favore grazie all'attacco sbagliato di Sander. La pipe di Deroo riporta le due formazioni in parità, ma Sabbi realizza due punti consecutivi regalando ai suoi il 27-25 e i primi 3 punti della stagione.
Ottima prova di Sabbi, decisivo in molti momenti della partita, e buona prova in generale della squadra. Giornata non al massimo per Kurek.
Verona ha fatto vedere cose interessanti in vari passaggi del match, anche se nel momento cruciale si è fatta sfuggire l'opportunità di arrivare ad un tie-break ormai quasi dato per certo. Sicuramente bisogna anche considerare che i giocatori si conoscono poco e questa era solo la prima partita (oltretutto contro i campioni d'Italia in carica). Da migliorare la ricezione degli schiacciatori. Si è visto un Gasparini un po' sotto tono; al contrario la prova di Zingel è stata molto positiva.
19 punti sia per Sabbi che per Sander.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Calzedonia Verona 3-1 (22-25 25-21 25-19 27-25)
mercoledì 15 ottobre 2014
Volley, Supercoppa 2014. Treia conquista il primo trofeo della stagione battendo Piacenza al tie-break
La nuova stagione si apre a Brindisi con la Del Monte Supercoppa Italiana, che vede avversarie la Cucine Lube Banca Marche Treia (Macerata fino a qualche mese fa), vincitrice dell'ultimo scudetto, e la Copra Ardelia Piacenza, detentrice della Coppa Italia.
Poche novità per quanto riguarda la rosa di Treia, molte invece per Piacenza.
In campo per i marchigiani: Baranowicz-Sabbi, Podrascanin-Stankovic, Kurek-Parodi e Henno.
Dall'altra parte della rete: Vermiglio-Le Roux, Alletti-Ostapenko, Zlatanov-Papi e Mario Jr.
La Lube inizia con una marcia in più, impone il suo gioco e non lascia un attimo di respiro all'avversario. Al time-out tecnico domina 12-5 e le cose non migliorano per gli emiliani, che non riescono ad essere incisivi e a leggere bene il gioco avversario. Quasi impalpabile la prova a muro dei centrali della Copra. Il set vola via con un pesante 25-15.
Il secondo parziale comincia con una Piacenza ancora titubante e ancora sotto nel punteggio (12-7), poi arriva la reazione di capitan Zlatanov e compagni, che porta al pareggio (16-16) e anche al sorpasso (17-20). Il primo set-point, però, è a favore di Treia (24-23). Le Roux lo annulla, ma Sabbi crea un'altra occasione per la squadra e Kurek chiude con un ace.
La reazione vista nella seconda parte del set si concretizza del tutto nel terzo, che inizia con un 1-4 e prosegue all'insegna del riscatto. In casa Lube si avverte un vistoso calo, mentre Piacenza alza le percentuali in attacco e si rinvigorisce con il buon ingresso di Massari al posto di Papi e con l'alternarsi di Marra e Mario Jr in seconda linea. Il set termina 20-25 e riapre la partita.
Continuano gli errori dei marchigiani nel quarto parziale e la Copra ne approfitta dominando il set e chiudendolo con Vermiglio sul 18-25.
Nel tie-break Giuliani si affida a Fei. Dal 4-6 Treia recupera e va al cambio campo in vantaggio 8-6. Piacenza prova a restare vicina nel punteggio ma non ci riesce ed è proprio l'ex Fei a chiudere il match.
Il primo trofeo della stagione va dunque ai campioni d'Italia in carica.
MVP della partita: Podrascanin, nuovo capitano della Lube, autore di una prova straordinaria con 20 punti all'attivo.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Copra Ardelia Piacenza 3-2 (25-15 26-24 20-25 18-25 15-12)
Poche novità per quanto riguarda la rosa di Treia, molte invece per Piacenza.
In campo per i marchigiani: Baranowicz-Sabbi, Podrascanin-Stankovic, Kurek-Parodi e Henno.
Dall'altra parte della rete: Vermiglio-Le Roux, Alletti-Ostapenko, Zlatanov-Papi e Mario Jr.
La Lube inizia con una marcia in più, impone il suo gioco e non lascia un attimo di respiro all'avversario. Al time-out tecnico domina 12-5 e le cose non migliorano per gli emiliani, che non riescono ad essere incisivi e a leggere bene il gioco avversario. Quasi impalpabile la prova a muro dei centrali della Copra. Il set vola via con un pesante 25-15.
Il secondo parziale comincia con una Piacenza ancora titubante e ancora sotto nel punteggio (12-7), poi arriva la reazione di capitan Zlatanov e compagni, che porta al pareggio (16-16) e anche al sorpasso (17-20). Il primo set-point, però, è a favore di Treia (24-23). Le Roux lo annulla, ma Sabbi crea un'altra occasione per la squadra e Kurek chiude con un ace.
La reazione vista nella seconda parte del set si concretizza del tutto nel terzo, che inizia con un 1-4 e prosegue all'insegna del riscatto. In casa Lube si avverte un vistoso calo, mentre Piacenza alza le percentuali in attacco e si rinvigorisce con il buon ingresso di Massari al posto di Papi e con l'alternarsi di Marra e Mario Jr in seconda linea. Il set termina 20-25 e riapre la partita.
Continuano gli errori dei marchigiani nel quarto parziale e la Copra ne approfitta dominando il set e chiudendolo con Vermiglio sul 18-25.
Nel tie-break Giuliani si affida a Fei. Dal 4-6 Treia recupera e va al cambio campo in vantaggio 8-6. Piacenza prova a restare vicina nel punteggio ma non ci riesce ed è proprio l'ex Fei a chiudere il match.
Il primo trofeo della stagione va dunque ai campioni d'Italia in carica.
MVP della partita: Podrascanin, nuovo capitano della Lube, autore di una prova straordinaria con 20 punti all'attivo.
Cucine Lube Banca Marche Treia - Copra Ardelia Piacenza 3-2 (25-15 26-24 20-25 18-25 15-12)
lunedì 29 settembre 2014
Fermi tutti! È arrivato il Fantavolley
Da lunedì 22 settembre è online il sito www.fantavolley.it.
Si dice sempre, ed è verissimo, che ci sentiamo tutti allenatori: ogni volta che una squadra (in qualsiasi sport) perde è tutto un "Bisognava fare così", "Bisognava fare cosà", "Quell'allenatore non capisce niente", "Io avrei fatto giocare Tizio, Caio e Sempronio", ecc...
Adesso noi appassionati di pallavolo non abbiamo più scuse per lamentarci, possiamo davvero far giocare Tizio, Caio e Sempronio, perché è nato il Fantavolley: basta collegarsi al sito, iscriversi (gratuitamente) e creare, con un budget di 1200 vollari, il proprio team ideale, composto da 13 giocatori (2 palleggiatori, 2 opposti, 4 schiacciatori, 3 centrali e 2 liberi).
Prima dell'inizio di ogni giornata del campionato si sceglie chi schierare in campo, chi lasciare in panchina e a chi affidare il ruolo di capitano (il suo punteggio viene raddoppiato).
I punti vengono attribuiti in base alle prestazioni degli atleti e al Trofeo Gazzetta.
Ok, tutto perfetto, ma se a me piacciono 4600 pallavolisti come faccio a prenderne 13?? Questa è la parte difficile: è stata un'impresa scegliere qualcuno per ogni ruolo, perché, per fare un esempio, come schiacciatori avrei voluto nella mia squadra Zlatanov, Čebulj, Deroo, Fromm, Kaziyski, Sander, Urnaut e altri ancora, ma mi fermo qui o non ne usciamo più...
Sono rimasta stupita dai prezzi di alcuni, che non mi aspettavo così cari: ci vorrebbe un bel finanziamento a tasso zero per ingaggiarli. Comunque prendendo qualche pezzo da 90 a cui si tiene particolarmente, qualcuno un po' meno caro, qualche riserva e qualche giovane promessa che non è ancora "sbocciata" del tutto, si può creare una bella squadra anche con quei pochi vollaretti. Inoltre bisogna ricordare che si possono effettuare 3 cessioni e 3 acquisti sia nel girone di andata che in quello di ritorno.
E se proprio siete degli indecisi cronici e non volete rinunciare a nessuno, potete creare più squadre, basta che ad ognuna sia associato un diverso indirizzo e-mail.
Per avere tutte le informazioni e leggere il regolamento, basta andare sul sito www.fantavolley.it.
Io non vedo l'ora che inizi la sfida (oltre al campionato in sé ovviamente), e voi?
Si dice sempre, ed è verissimo, che ci sentiamo tutti allenatori: ogni volta che una squadra (in qualsiasi sport) perde è tutto un "Bisognava fare così", "Bisognava fare cosà", "Quell'allenatore non capisce niente", "Io avrei fatto giocare Tizio, Caio e Sempronio", ecc...
Adesso noi appassionati di pallavolo non abbiamo più scuse per lamentarci, possiamo davvero far giocare Tizio, Caio e Sempronio, perché è nato il Fantavolley: basta collegarsi al sito, iscriversi (gratuitamente) e creare, con un budget di 1200 vollari, il proprio team ideale, composto da 13 giocatori (2 palleggiatori, 2 opposti, 4 schiacciatori, 3 centrali e 2 liberi).
Prima dell'inizio di ogni giornata del campionato si sceglie chi schierare in campo, chi lasciare in panchina e a chi affidare il ruolo di capitano (il suo punteggio viene raddoppiato).
I punti vengono attribuiti in base alle prestazioni degli atleti e al Trofeo Gazzetta.
Ok, tutto perfetto, ma se a me piacciono 4600 pallavolisti come faccio a prenderne 13?? Questa è la parte difficile: è stata un'impresa scegliere qualcuno per ogni ruolo, perché, per fare un esempio, come schiacciatori avrei voluto nella mia squadra Zlatanov, Čebulj, Deroo, Fromm, Kaziyski, Sander, Urnaut e altri ancora, ma mi fermo qui o non ne usciamo più...
Sono rimasta stupita dai prezzi di alcuni, che non mi aspettavo così cari: ci vorrebbe un bel finanziamento a tasso zero per ingaggiarli. Comunque prendendo qualche pezzo da 90 a cui si tiene particolarmente, qualcuno un po' meno caro, qualche riserva e qualche giovane promessa che non è ancora "sbocciata" del tutto, si può creare una bella squadra anche con quei pochi vollaretti. Inoltre bisogna ricordare che si possono effettuare 3 cessioni e 3 acquisti sia nel girone di andata che in quello di ritorno.
E se proprio siete degli indecisi cronici e non volete rinunciare a nessuno, potete creare più squadre, basta che ad ognuna sia associato un diverso indirizzo e-mail.
Per avere tutte le informazioni e leggere il regolamento, basta andare sul sito www.fantavolley.it.
Io non vedo l'ora che inizi la sfida (oltre al campionato in sé ovviamente), e voi?
domenica 28 settembre 2014
I Foo Fighters e le scariche di adrenalina
Foo Fighters - The Pretender
Ma non posso svegliarmi tutte le mattine con una canzone come questa??
Mi immagino già la scena: mi metto in piedi sul letto prendendo la lampada dal comodino per usarla come microfono, poi balzo giù con uno scatto felino e atterro di ginocchia in scivolata strimpellando una chitarra immaginaria...
Ok no, è impossibile che io abbia tutte queste energie appena sveglia!
Ma ci sono canzoni che ti fanno sentire un'adrenalina pazzesca e per me questa è una delle tante.
martedì 23 settembre 2014
Mondiali di volley, Polonia 2014. Finale: Brasile-Polonia. I polacchi festeggiano dopo 40 anni
Dopo tre settimane di gare spettacolari, con risultati a volte sorprendenti, giocate con una cornice di pubblico da record, entusiasta e partecipe al massimo, va in scena l'ultimo atto del campionato Mondiale.
Le due pretendenti alla medaglia d'oro sono il Brasile, detentore degli ultimi tre titoli e con in mente l'obiettivo di entrare nella storia vincendone quattro consecutivi, e la Polonia, il Paese organizzatore di questa edizione, che esaltata dal pubblico cerca di affermarsi dopo 40 anni dall'ultimo successo.
Entrambe le formazioni arrivano in finale con una sola sconfitta: i polacchi hanno perso contro gli americani, mentre i brasiliani proprio contro i padroni di casa.
Il primo parziale viene dominato dal Brasile, sempre in vantaggio e senza grandi difficoltà. I 4 muri di Lucas (in un solo set) e la buona prestazione di Lucarelli lasciano il segno e i verdeoro chiudono sul 25-18.
Nel secondo set i polacchi entrano in campo con un altro spirito. Si portano subito avanti e nonostante i recuperi degli avversari, riescono sempre a riallungare. Uno scambio lunghissimo viene concluso dall'attacco di Mika, che gioca la sua migliore partita della competizione proprio in occasione della finale, e porta i polacchi a +4 (7-11).
Il set sembra ormai compromesso per il Brasile sul 11-17 e invece la più che positiva serie al servizio di Bruno consente ai suoi di tornare sorprendentemente in parità. Cambio di palleggiatore: entra Zagumny (e non uscirà più). Si procede punto a punto fino a quando l'attacco di Lucarelli viene murato, con il conseguente +2 dei padroni di casa (20-22). Si continua con i punti di Wallace, Winiarski e Murilo e il servizio out di Sidão concede il 22-24. Wlazły esegue un'ottima battuta e Mika chiude.
Il terzo set si gioca in quasi tutte le sue fasi punto a punto. Un attacco di Mika porta il punteggio sul 23-24 e l'errore di Lucarelli, che colpisce l'asta, avvicina un po' di più i polacchi al loro sogno.
Nel quarto parziale i punteggi delle due squadre non si distanziano mai di molto, ma nonostante questo il Brasile non appare brillante come al solito. Entra Éder al posto di Sidão e il Brasile allunga a +3 anche grazie ai muri di Lucas (20-17), ma i padroni di casa non si arrendono: tornano a +2 grazie al muro di Wlazły su Lucarelli (21-23); Éder attacca in rete regalando tre match-point agli avversari; Lucarelli annulla il primo; Wlazły mette giù la palla della gloria.
La Polonia può festeggiare insieme a tutto il Paese.
Brasile-Polonia 1-3 (25-18 22-25 23-25 22-25)
Si conclude così questo Mondiale: medaglia d'oro per la Polonia, medaglia d'argento per il Brasile e medaglia di bronzo per la Germania.
Premi individuali:
MVP (miglior giocatore del Mondiale): il polacco Wlazły
Miglior opposto: Wlazły
Miglior schiacciatore 1: il brasiliano Lucarelli
Miglior schiacciatore 2: il brasiliano Murilo
Miglior centrale 1: il tedesco Böhme
Miglior centrale 2: il polacco Kłos
Miglior palleggiatore: il tedesco Kampa
Miglior libero: il francese Grebennikov
Le due pretendenti alla medaglia d'oro sono il Brasile, detentore degli ultimi tre titoli e con in mente l'obiettivo di entrare nella storia vincendone quattro consecutivi, e la Polonia, il Paese organizzatore di questa edizione, che esaltata dal pubblico cerca di affermarsi dopo 40 anni dall'ultimo successo.
Entrambe le formazioni arrivano in finale con una sola sconfitta: i polacchi hanno perso contro gli americani, mentre i brasiliani proprio contro i padroni di casa.
Il primo parziale viene dominato dal Brasile, sempre in vantaggio e senza grandi difficoltà. I 4 muri di Lucas (in un solo set) e la buona prestazione di Lucarelli lasciano il segno e i verdeoro chiudono sul 25-18.
Nel secondo set i polacchi entrano in campo con un altro spirito. Si portano subito avanti e nonostante i recuperi degli avversari, riescono sempre a riallungare. Uno scambio lunghissimo viene concluso dall'attacco di Mika, che gioca la sua migliore partita della competizione proprio in occasione della finale, e porta i polacchi a +4 (7-11).
Il set sembra ormai compromesso per il Brasile sul 11-17 e invece la più che positiva serie al servizio di Bruno consente ai suoi di tornare sorprendentemente in parità. Cambio di palleggiatore: entra Zagumny (e non uscirà più). Si procede punto a punto fino a quando l'attacco di Lucarelli viene murato, con il conseguente +2 dei padroni di casa (20-22). Si continua con i punti di Wallace, Winiarski e Murilo e il servizio out di Sidão concede il 22-24. Wlazły esegue un'ottima battuta e Mika chiude.
Il terzo set si gioca in quasi tutte le sue fasi punto a punto. Un attacco di Mika porta il punteggio sul 23-24 e l'errore di Lucarelli, che colpisce l'asta, avvicina un po' di più i polacchi al loro sogno.
Nel quarto parziale i punteggi delle due squadre non si distanziano mai di molto, ma nonostante questo il Brasile non appare brillante come al solito. Entra Éder al posto di Sidão e il Brasile allunga a +3 anche grazie ai muri di Lucas (20-17), ma i padroni di casa non si arrendono: tornano a +2 grazie al muro di Wlazły su Lucarelli (21-23); Éder attacca in rete regalando tre match-point agli avversari; Lucarelli annulla il primo; Wlazły mette giù la palla della gloria.
La Polonia può festeggiare insieme a tutto il Paese.
Brasile-Polonia 1-3 (25-18 22-25 23-25 22-25)
Si conclude così questo Mondiale: medaglia d'oro per la Polonia, medaglia d'argento per il Brasile e medaglia di bronzo per la Germania.
Premi individuali:
MVP (miglior giocatore del Mondiale): il polacco Wlazły
Miglior opposto: Wlazły
Miglior schiacciatore 1: il brasiliano Lucarelli
Miglior schiacciatore 2: il brasiliano Murilo
Miglior centrale 1: il tedesco Böhme
Miglior centrale 2: il polacco Kłos
Miglior palleggiatore: il tedesco Kampa
Miglior libero: il francese Grebennikov
Mondiali di volley, Polonia 2014. Finale 3°-4° posto: Francia-Germania. Una sorprendente Germania conquista il bronzo
Le due sorprese della fase finale di questo Mondiale scendono in campo per conquistare la medaglia di bronzo. Sono passati pochi giorni dal loro precedente incontro, terminato 3-0 per i francesi.
Nella formazione tedesca trovano di nuovo spazio Schwarz e Broshog; titolari invariati, invece, per gli avversari.
Fin dall'inizio si notano differenze tra le due squadre: i tedeschi giocano in modo fluido e convincente, sono solidi e concreti, sono entrati in campo per vincere; i francesi, al contrario, non riescono a prendere il ritmo, sembrano giocatori diversi rispetto a quelli combattivi visti in semifinale contro il Brasile.
Un muro out sull'attacco di Schwarz fa salire la Germania al 20-23. Entra Schöps per la battuta ma la sbaglia. Cambio per il servizio anche dall'altra parte della rete con Marechal, che però segue l'esempio del capitano tedesco e regala tre set-point agli avversari. L'ace di Grozer mette il sigillo sul set con il punteggio di 21-25.
Il secondo parziale è caratterizzato da molte fasi di equilibrio in cui si procede punto a punto. Nell'ultima parte i francesi sono in vantaggio (19-17), ma si fanno raggiungere e alla fine un errore in battuta di un Ngapeth meno incisivo del solito porta al 23-24. Anche Grozer prima e Le Roux poi sbagliano il servizio, ma sul 24-25 ci pensa Kaliberda con un attacco a chiudere il set.
Il terzo parziale procede senza grossi problemi per la Germania. Tillie prova a migliorare la situazione inserendo Marechal al posto di Ngapeth e usufruendo del doppio cambio (Jaumel-Sidibé per Toniutti-Rouzier). Sul finire del set la Francia recupera grazie ad un buon turno in battuta di Le Roux e torna a -1 (20-21). Raggiungono anche la parità a quota 22 in seguito ad un attacco di Sidibé, ma i tedeschi chiamano il video challenge per un'invasione avvenuta nel corso dell'azione: il secondo arbitro conferma il punto alla Francia, ma nel maxischermo si vede chiaramente l'invasione di naso di Sidibé e alla fine il punto viene giustamente assegnato alla Germania, che si trova così al 21-23. I francesi protestano, ma l'unico risultato che ottengono è un cartellino giallo per Ngapeth.
Grozer trascina i suoi sul 22-24 e dopo un attacco out dello stesso, Kaliberda chiude il match.
Grande delusione per i francesi, che sicuramente si aspettavano qualcosa di più da questa partita, visto il cammino svolto fino a questo momento e data la netta vittoria conseguita contro la stessa squadra pochi giorni prima.
Festeggiamenti più che meritati per i tedeschi, a cui è riuscita una vera e propria impresa e che vincono, a sorpresa, una medaglia storica.
Francia-Germania 0-3 (21-25 24-26 23-25)
Nella formazione tedesca trovano di nuovo spazio Schwarz e Broshog; titolari invariati, invece, per gli avversari.
Fin dall'inizio si notano differenze tra le due squadre: i tedeschi giocano in modo fluido e convincente, sono solidi e concreti, sono entrati in campo per vincere; i francesi, al contrario, non riescono a prendere il ritmo, sembrano giocatori diversi rispetto a quelli combattivi visti in semifinale contro il Brasile.
Un muro out sull'attacco di Schwarz fa salire la Germania al 20-23. Entra Schöps per la battuta ma la sbaglia. Cambio per il servizio anche dall'altra parte della rete con Marechal, che però segue l'esempio del capitano tedesco e regala tre set-point agli avversari. L'ace di Grozer mette il sigillo sul set con il punteggio di 21-25.
Il secondo parziale è caratterizzato da molte fasi di equilibrio in cui si procede punto a punto. Nell'ultima parte i francesi sono in vantaggio (19-17), ma si fanno raggiungere e alla fine un errore in battuta di un Ngapeth meno incisivo del solito porta al 23-24. Anche Grozer prima e Le Roux poi sbagliano il servizio, ma sul 24-25 ci pensa Kaliberda con un attacco a chiudere il set.
Il terzo parziale procede senza grossi problemi per la Germania. Tillie prova a migliorare la situazione inserendo Marechal al posto di Ngapeth e usufruendo del doppio cambio (Jaumel-Sidibé per Toniutti-Rouzier). Sul finire del set la Francia recupera grazie ad un buon turno in battuta di Le Roux e torna a -1 (20-21). Raggiungono anche la parità a quota 22 in seguito ad un attacco di Sidibé, ma i tedeschi chiamano il video challenge per un'invasione avvenuta nel corso dell'azione: il secondo arbitro conferma il punto alla Francia, ma nel maxischermo si vede chiaramente l'invasione di naso di Sidibé e alla fine il punto viene giustamente assegnato alla Germania, che si trova così al 21-23. I francesi protestano, ma l'unico risultato che ottengono è un cartellino giallo per Ngapeth.
Grozer trascina i suoi sul 22-24 e dopo un attacco out dello stesso, Kaliberda chiude il match.
Grande delusione per i francesi, che sicuramente si aspettavano qualcosa di più da questa partita, visto il cammino svolto fino a questo momento e data la netta vittoria conseguita contro la stessa squadra pochi giorni prima.
Festeggiamenti più che meritati per i tedeschi, a cui è riuscita una vera e propria impresa e che vincono, a sorpresa, una medaglia storica.
Francia-Germania 0-3 (21-25 24-26 23-25)
domenica 21 settembre 2014
Mondiali di volley, Polonia 2014. Semifinali: Germania-Polonia. I padroni di casa si aggiudicano la partita in 4 set
Seconda ed ultima semifinale che stabilirà la sfidante del Brasile nella corsa verso la medaglia d'oro.
La Polonia è aiutata dall'incredibile tifo ed è comunque la favorita. La Germania ha raggiunto un traguardo clamoroso arrivando in semifinale e in una partita secca potrebbe succedere di tutto.
In campo per i padroni di casa Drzyzga, Wlazły, Winiarski, Mika, Kłos, Nowakowski e Zatorski. Dall'altra parte Kampa, Grozer, Kaliberda, Fromm, Günthör, Böhme e Steuerwald.
Il primo set inizia in maniera convincente per i tedeschi che, grazie a muri, attacchi ed ace, al primo time-out tecnico conducono 8-4. I polacchi provano ad accorciare le distanze, ma continuano a subire fino al 18-15; poi si sbloccano e colmano il gap grazie ad un break di tre punti. Entra Westphal per aiutare in ricezione, ma non contiene la battuta di Winiarski. Questo ace consente il sorpasso della Polonia. I tedeschi riescono a tornare sul 20-20 e un attacco di Kaliberda riporta avanti i suoi.
Entra Kubiak per Winiarski e dall'altra parte torna Fromm in prima linea. Si arriva al 23-23. Il primo tempo out di Böhme regala un set-point agli avversari. Fromm lo annulla in attacco. Un'invasione permette ai polacchi di avere un altro set-point a disposizione e questa volta chiudono con Kubiak. Primo set vinto ai vantaggi 24-26.
Il secondo parziale inizia con un 2-4 e Westphal entra di nuovo per la ricezione. Si arriva al time-out tecnico sul 5-8, ma i tedeschi recuperano e l'ace di Günthör significa 8-8. I padroni di casa però continuano a mettere pressione agli avversari e il set sembra ormai compromesso per i tedeschi che si trovano anche a -6. Invece, sorprendentemente, le due formazioni tornano ancora una volta in parità sul finire del set (23-23) e l'attacco di Grozer consente addirittura ai tedeschi di avere un set-point. L'invasione di Günthör porta anche questo set ai vantaggi. Kaliberda guadagna il secondo set-point, ma Kampa sbaglia la battuta. Ci pensa Grozer a rimediare il terzo, ma due attacchi di Wlazły ribaltano la situazione e il successivo muro di Nowakowski su Fromm consegna il parziale ai polacchi (26-28).
Il finale è stato clamoroso: i tedeschi sono stati molto bravi a recuperare una situazione difficile e sono riusciti anche ad avere tre palle set, ma non sono riusciti a concretizzarne neanche una. I polacchi invece alla prima occasione hanno affondato il colpo e si trovano a condurre 2 set a 0.
La prima parte del terzo parziale vede la Polonia in vantaggio, ma dal 5-10 iniziale si passa al 15-16 del secondo time-out tecnico e gli attacchi di Grozer e Kaliberda portano avanti la Germania. La parte conclusiva del set è in equilibrio, si gioca punto a punto fino al 23-23. Il protagonista degli ultimi scambi è Kaliberda, che chiude un set brillante con due attacchi consecutivi che riaccendono le speranze tedesche.
Nel quarto set vengono confermati in campo Westphal e Schöps al posto di Fromm e Grozer da una parte e Kubiak come sostituto di Winiarski dall'altra. Questa volta è la Polonia a rincorrere l'avversario e a riportare in parità il punteggio. Realizzano cinque punti consecutivi, ma prima l'attacco e l'ace di Fromm appena rientrato e poi Kaliberda regalano il 13 pari alla propria squadra. I padroni di casa però non si arrendono, non vogliono correre il rischio di arrivare al tie-break e spingono fino al 20-24. Kaliberda annulla il primo set-point in attacco, poi Wlazły fa volare la Polonia in finale.
Germania-Polonia 1-3 (24-26 26-28 25-23 21-25)
La Polonia è aiutata dall'incredibile tifo ed è comunque la favorita. La Germania ha raggiunto un traguardo clamoroso arrivando in semifinale e in una partita secca potrebbe succedere di tutto.
In campo per i padroni di casa Drzyzga, Wlazły, Winiarski, Mika, Kłos, Nowakowski e Zatorski. Dall'altra parte Kampa, Grozer, Kaliberda, Fromm, Günthör, Böhme e Steuerwald.
Il primo set inizia in maniera convincente per i tedeschi che, grazie a muri, attacchi ed ace, al primo time-out tecnico conducono 8-4. I polacchi provano ad accorciare le distanze, ma continuano a subire fino al 18-15; poi si sbloccano e colmano il gap grazie ad un break di tre punti. Entra Westphal per aiutare in ricezione, ma non contiene la battuta di Winiarski. Questo ace consente il sorpasso della Polonia. I tedeschi riescono a tornare sul 20-20 e un attacco di Kaliberda riporta avanti i suoi.
Entra Kubiak per Winiarski e dall'altra parte torna Fromm in prima linea. Si arriva al 23-23. Il primo tempo out di Böhme regala un set-point agli avversari. Fromm lo annulla in attacco. Un'invasione permette ai polacchi di avere un altro set-point a disposizione e questa volta chiudono con Kubiak. Primo set vinto ai vantaggi 24-26.
Il secondo parziale inizia con un 2-4 e Westphal entra di nuovo per la ricezione. Si arriva al time-out tecnico sul 5-8, ma i tedeschi recuperano e l'ace di Günthör significa 8-8. I padroni di casa però continuano a mettere pressione agli avversari e il set sembra ormai compromesso per i tedeschi che si trovano anche a -6. Invece, sorprendentemente, le due formazioni tornano ancora una volta in parità sul finire del set (23-23) e l'attacco di Grozer consente addirittura ai tedeschi di avere un set-point. L'invasione di Günthör porta anche questo set ai vantaggi. Kaliberda guadagna il secondo set-point, ma Kampa sbaglia la battuta. Ci pensa Grozer a rimediare il terzo, ma due attacchi di Wlazły ribaltano la situazione e il successivo muro di Nowakowski su Fromm consegna il parziale ai polacchi (26-28).
Il finale è stato clamoroso: i tedeschi sono stati molto bravi a recuperare una situazione difficile e sono riusciti anche ad avere tre palle set, ma non sono riusciti a concretizzarne neanche una. I polacchi invece alla prima occasione hanno affondato il colpo e si trovano a condurre 2 set a 0.
La prima parte del terzo parziale vede la Polonia in vantaggio, ma dal 5-10 iniziale si passa al 15-16 del secondo time-out tecnico e gli attacchi di Grozer e Kaliberda portano avanti la Germania. La parte conclusiva del set è in equilibrio, si gioca punto a punto fino al 23-23. Il protagonista degli ultimi scambi è Kaliberda, che chiude un set brillante con due attacchi consecutivi che riaccendono le speranze tedesche.
Nel quarto set vengono confermati in campo Westphal e Schöps al posto di Fromm e Grozer da una parte e Kubiak come sostituto di Winiarski dall'altra. Questa volta è la Polonia a rincorrere l'avversario e a riportare in parità il punteggio. Realizzano cinque punti consecutivi, ma prima l'attacco e l'ace di Fromm appena rientrato e poi Kaliberda regalano il 13 pari alla propria squadra. I padroni di casa però non si arrendono, non vogliono correre il rischio di arrivare al tie-break e spingono fino al 20-24. Kaliberda annulla il primo set-point in attacco, poi Wlazły fa volare la Polonia in finale.
Germania-Polonia 1-3 (24-26 26-28 25-23 21-25)
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