La
trasferta ad Adelaide si conclude con due vittorie dell’Italia, entrambe per
3-1.
Era
importante iniziare bene questo percorso, che nelle prossime settimane porterà
gli italiani ad affrontare, oltre alle due gare di ritorno con l’Australia, due
squadre molto forti: la Serbia e il Brasile.
Gli
Azzurri hanno avuto dei momenti di calo, ma si sono ripresi e hanno conquistato
un buon risultato. Il gruppo è nuovo, ci sono certamente meccanismi e
situazioni da perfezionare e che miglioreranno di partita in partita, ma i
ragazzi allenati da Berruto sono riusciti comunque a gestire la situazione.
Bisogna
fare attenzione soprattutto ai falli di rete: sono stati abbastanza i punti
persi a causa della nuova regola (che in realtà è un ritorno al passato). Gli
atleti sono abituati a cercare di evitare il contatto con la parte superiore, ma
spesso scendendo da muro tendono ad “abbattersi” sulla superficie restante.
I
sestetti: Berruto cambia due giocatori rispetto a gara1, lasciando spazio a
Vettori e Randazzo al posto di Sabbi e Antonov. Insieme a loro troviamo Travica
a dirigere il gioco, Alletti e Anzani al centro, Lanza in posto 4 e Colaci
libero.
Due cambi
anche per Santilli, che per questa sfida preferisce Mote a Guymer e Walker a
Douglas-Powell. A completare il sestetto: Peacock in regia con Edgar opposto,
Passier al centro, Sanderson a schiacciare e ricevere, Perry libero.
L’Italia
trova il primo break sul 3-5 grazie ad un ace di Vettori, ma Sanderson risponde
dai nove metri e ristabilisce la parità (7-7).
Randazzo
firma il +5 (10-15).
Sul
13-17 Santilli prova a cambiare la regia con l’ingresso di Sukochev, ma gli
ospiti sono agguerriti e gli australiani, dopo aver annullato un set-point, si
arrendono ad un primo tempo di Anzani (20-25).
Sukochev
viene confermato nel secondo parziale. Si gioca punto a punto con i padroni di
casa in vantaggio al primo time-out tecnico di una lunghezza (8-7, Mote). L’Italia
capovolge il punteggio e ottiene un importante +3, con una pipe di Randazzo
(12-15), che viene mantenuto anche nella seconda pausa tecnica (13-16,
Vettori).
I
padroni di casa iniziano una rimonta che li porta ad una sola lunghezza di
svantaggio, costringendo Berruto a chiamare un time-out (20-21). La pausa si
rivela utile, perché al rientro in campo l’Italia ricomincia a macinare punti e
si porta avanti 2 set a 0 con Sabbi, entrato proprio per l’ultima azione
(21-25).
Nel
terzo parziale l’Italia inizia bene (2-4), ma un ace di Walker ristabilisce la
parità (6-6) e da quel momento è l’Australia a condurre, complice anche un
netto calo degli atleti di Berruto: tre errori diretti in attacco (8-7 Lanza,
9-7 Anzani, 10-8 Vettori) e un’invasione a rete (11-8). L’allenatore torinese
prova la carta Giannelli.
Il muro
di Anzani su Mote vale il -1 (14-13) e successivamente si torna in parità
grazie ad un ace di Giannelli (18-18). Guymer, da poco in campo per Passier, sbaglia
un primo tempo, regalando il sorpasso agli avversari (18-19). Edgar e Sanderson
non vogliono sprecare quanto fatto durante il set e guidano la squadra fino al
24-23, che si trasforma in 25-23 in seguito all’attacco out di Lanza.
Il
gioco riprende con Giannelli da una parte e Guymer e Peacock, rientrato nel
corso del set precedente, dall’altra. Nella prima fase vengono commessi alcuni
errori da entrambe le formazioni.
Verso
la metà del set Sabbi prende il posto di Vettori, ma fa fatica ad entrare in
partita.
L’Italia
conduce, con l’Australia che cerca di riportarsi sempre sotto nel punteggio
(10-12, 13-13, 16-19, 22-22). Il finale è quindi incerto, ma un attacco out di
Edgar consegna nelle mani degli avversari due match-point (22-24) e la
Nazionale Italiana sfrutta l’occasione conquistando la seconda vittoria della
stagione (23-25).