Pagine

lunedì 30 giugno 2014

Mondiali 2014, ottavi di finale: Olanda-Messico e l'imprevedibilità del calcio

Gli olandesi partono come favoriti in questa sfida e si presentano con ben 10 goal all'attivo in 3 partite.
A causa del caldo insopportabile vengono accordate le due pause di 3 minuti, una per tempo.
Dopo una decina di minuti dal fischio di inizio De Jong chiede il cambio per problemi muscolari; al suo posto entra il difensore Martins Indi e Blind si sposta a centrocampo.
Il primo tempo trascorre senza grandi emozioni fino alla fine, quando Robben subisce in area di rigore non una, ma due entrate, di Márquez e Moreno. Quest'ultimo nell'azione si infortuna ed è costretto ad uscire (il secondo tempo inizierà con Reyes al suo posto). L'olandese si arrabbia, giustamente, perché l'arbitro non concede il calcio di rigore.
Il secondo tempo si apre con il goal al 48' di Dos Santos. Già nei primi 45 minuti il portiere degli Orange, Cillessen, è sembrato un po' fermo sulle gambe e anche nel caso del vantaggio messicano non è stato il massimo della reattività. Bisogna dire, però, che tutta la squadra ha fatto fatica e non ha brillato, probabilmente a causa del clima: erano tutti visibilmente provati dal caldo.
Dopo il goal subito comunque hanno cercato di reagire e il portiere messicano Ochoa si è reso protagonista di un paio di belle parate, al 56' sullo sviluppo di un calcio d'angolo e al 74' su un tiro di Robben.
All'88', quando i messicani stavano già festeggiando e per gli olandesi sembrava tutto finito, Sneijder mette la sua firma sulla partita con un fantastico goal. È la sua prima rete nel mondiale, ma la più importante.
Pronti per i supplementari? No, perché al 91' Robben cade di nuovo in area di rigore e questa volta anche l'arbitro è d'accordo. Al 94', a due minuti dalla fine, Huntelaar, entrato da una ventina di minuti al posto di capitan Van Persie, si carica tutta la responsabilità dal dischetto e segna, regalando ai compagni i quarti di finale.
Il calcio è così, bastano pochi minuti per ribaltare completamente un risultato.
Nonostante in questa partita abbia fatto un po' più di fatica rispetto alle precedenti, Robben sta facendo un gran bel mondiale.
I messicani escono dalla competizione con l'amaro in bocca, ma una cosa è certa: dopo Brasile 2014, il momentaneamente disoccupato Ochoa non farà fatica a trovare una squadra in cui giocare.

sabato 28 giugno 2014

Assen, Moto3: la gara dei colpi di scena

Che gara! 
Miller parte dalla pole per la quarta volta quest'anno. Secondo posto sulla griglia di partenza per Márquez. Fenati è nono, ma ci ha regalato belle gare anche partendo da dietro e la moto3 è la categoria più incerta, in cui le posizioni dei piloti si scambiano in continuazione, quindi il podio non è un obiettivo impossibile. 
Le sorprese iniziano subito, alla fine del 1° giro, con un lungo di Fenati e il conseguente rientro in pista al 31° posto. Bastianini è costretto da questo errore ad andare un po' largo e subito dopo si ritrova a terra centrato da Vázquez. Peccato, sta raccogliendo meno punti di quanti ne meriterebbe, dato quello che ha fatto vedere nelle ultime gare. 
Ma non finisce qui, perché nel 2° giro il leader del mondiale, Miller, cade. 
Forse anche gasato da questo, Fenati recupera posizioni a suon di giri veloci e quando ne mancano 9 al termine si trova nel gruppo in lotta per il 4° posto, ma, altro colpo di scena, cade. Riesce a rientrare e finisce la gara al 18° posto. 
I primi due gradini del podio vengono occupati dagli spagnoli Márquez, che in pratica ha condotto la gara in solitaria, e Rins, che ha avuto la meglio sul portoghese Oliveira. 
Una bella gara per Antonelli che, dopo alcuni risultati negativi, riesce a conquistare il 5° posto. 
Miller rimane in testa alla classifica, seguito a 7 punti di distanza da Márquez e Fenati.

mercoledì 25 giugno 2014

Mondiali 2014: Italia-Uruguay, una partita da dimenticare

Ahi ahi ahi...non è proprio il massimo iniziare a scrivere su un blog il giorno dopo l'uscita della tua nazionale dal mondiale di calcio. Soprattutto perché è stata una brutta uscita. Due sconfitte consecutive e senza un goal; e, a parer mio, senza il minimo entusiasmo, senza la voglia di lottare e provarci fino in fondo. Ed è proprio per questo che abbiamo meritato l'uscita dalle scene: a tutti capitano le giornate no, ma almeno fate qualche accelerazione, qualche ripartenza convincente, qualche tiro in porta..
L'errore di ieri è stato giocare per il pareggio. Sicuramente l'espulsione di Marchisio è stata eccessiva e il morso di Suarez a Chiellini un gesto assurdo che dovrebbe essere punito (personalmente gli farei saltare qualche partita), ma anche prima di questi episodi l'Italia cercava solo di fare possesso palla, con ripetuti passaggi tra i difensori e addirittura al portiere, per mantenere il risultato sullo 0-0.
Penso che anche l'Uruguay abbia giocato male, ma gli è bastato un calcio d'angolo per passare il turno.
È sufficiente una singola azione per cambiare una partita ed è per questo che si dovrebbe sempre scendere in campo per la vittoria e non con la semplice speranza che l'avversario non faccia goal.