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martedì 22 luglio 2014

World League 2014, finale: USA-Brasile. Una sfida avvincente terminata con il successo degli americani

Sono le 20:30 al Mandela Forum di Firenze e tutto è pronto per l'inizio del match che assegnerà la medaglia d'oro. 
In campo due ottime squadre, che però hanno riscontrato un po' di difficoltà nel corso della manifestazione. 
Il primo set è spettacolare, si lotta su ogni pallone, si va ai vantaggi perché nessuno vuole cedere, c'è incertezza sul risultato fino all'ultimo, fino al 31-29 per gli USA. 
I brasiliani però non ci stanno e dopo una prima parte in assoluto equilibrio, mettono una marcia in più e conquistano il secondo set 21-25. 
Per tutto il terzo parziale gli americani sono più incisivi e si riportano avanti nel match con un 25-20. 
Nel quarto set ci si aspetta la reazione del Brasile e in effetti all'inizio c'è equilibrio nel punteggio e gli americani si trovano anche sotto di 3 lunghezze. Ma gli USA non si arrendono, recuperano e superano gli avversari, chiudendo il parziale sul 25-23 e la partita 3-1. 
Il Brasile conferma l'argento del 2013. 
Gli USA, con una grande prova di squadra, vincono meritatamente la medaglia d'oro. Ottime prestazioni da parte di Lee, Anderson e del giovane Sander, che nella prossima stagione schiaccerà per Verona. Complimenti anche al palleggiatore, Christenson, che a soli 21 anni è riuscito a gestire e distribuire bene il gioco in una finale di così alto livello. 

Per quanto riguarda i premi individuali: Sander è l'Mvp della competizione e anche il miglior schiacciatore; il secondo miglior schiacciatore è il brasiliano Lucarelli; i migliori centrali sono l'americano Lee e il brasiliano Lucas; anche il miglior opposto è del Brasile, Wallace; il premio come miglior palleggiatore va all'iraniano Marouf; infine un riconoscimento per l'italiano Rossini, come miglior libero. 

lunedì 21 luglio 2014

World League 2014, finale 3°- 4° posto: Italia-Iran. Un altro bronzo conquistato dagli Azzurri

"Fame". È stata la parola più usata in questi giorni a Firenze. Gli Azzurri negli ultimi anni hanno dimostrato di essere una delle squadre più forti, caratterizzata da alti e bassi (come tutte d'altronde), ma spesso in lotta per il podio. Questa volta però, in parte per la manifestazione in casa e in parte per la voglia e il bisogno di ottenere il gradino più alto, il gruppo aveva fame appunto, voleva conquistare l'unica medaglia che ancora manca, quella d'oro. 
La Final Six è iniziata molto bene, con le vittorie su USA e Australia per 3-0. 
Poi è arrivata la semifinale, il punto cruciale, e lì si è come spento un interruttore nella testa dei nostri. Il Brasile è una squadra difficile da affrontare, ma la delusione è arrivata soprattutto per il modo in cui l'Italia ha perso, per il poco spirito combattivo che è apparso in campo. 
Dopo questa brutta sconfitta, però, c'era ancora una possibilità: quella di cancellare subito gli errori fatti e lottare per la seconda medaglia di bronzo consecutiva nella World League. 
Alle 17:30 è iniziata la sfida con l'Iran in un Mandela Forum gremito. 
Una cosa positiva è che non c'è stata una "star", tutti hanno dato il proprio contributo, hanno giocato da squadra: buona prova di Anzani, che ha realizzato 4 punti a muro e 8 in totale; 7 punti per Buti; 10 per Lanza e Parodi; 14 per Zaytsev, top scorer del match; bravo Travica a gestire tutti e a chiudere personalmente la partita; positiva anche la prestazione di Rossini, che durante le premiazioni ha ricevuto anche il riconoscimento come miglior libero della manifestazione. 
In meno di un'ora e mezza l'Italia ha battuto l'Iran 3-0 ed è tornata così ancora una volta sul podio. 
Certo, non sarà l'oro, e certo, hanno sprecato un'occasione, ma una medaglia è pur sempre una medaglia, e non è facile o scontato confermare risultati di questo livello nel corso degli anni. 
Quindi bravi e forza Azzurri, in attesa di un Mondiale che, chissà, magari ci riserverà altre belle sorprese. 

lunedì 14 luglio 2014

Mondiali 2014, finale: Germania-Argentina. Sono i tedeschi i più forti del mondo

La Germania ce l'ha fatta. Dopo un secondo posto, nel 2002, e due terzi posti, nel 2006 e nel 2010, finalmente è riuscita a salire sul tetto del mondo. 
Ha vinto la squadra con i risultati più costanti negli ultimi quattro Mondiali; la squadra che, considerando la competizione nel complesso, ha meritato di più; la squadra in cui ogni giocatore ha dato il suo importante contributo; la squadra che ha potuto contare su ottime risorse sia in campo che in panchina.

Löw deve rinunciare a Khedira a causa di un problema muscolare avuto durante il riscaldamento e schiera al suo posto Kramer, che però dopo neanche 20 minuti riceve una spallata sul volto da Garay. Prova a restare in campo, ma non riesce a riprendersi completamente e al 31' viene sostituito da Schürrle. 
Ma torniamo un po' indietro: al 21' occasione d'oro per Higuaín che, servito involontariamente da un colpo di testa di Kroos, si trova davanti a Neuer ma sbaglia la conclusione. 
L'argentino ci riprova al 30' mandando in rete un pallone passato da Lavezzi, ma il goal viene giustamente annullato per fuorigioco. 
Al 37' è la Germania a farsi vedere con un tiro del nuovo entrato Schürrle che però non riesce a sorprendere Romero. 
Nel secondo minuto di recupero altra possibilità per i tedeschi: Kroos batte un calcio d'angolo e Höwedes centra il palo con un colpo di testa. 
La ripresa inizia con l'ingresso di Agüero al posto di Lavezzi. 
Messi ci prova servito da Biglia, ma non inquadra bene la porta. 
Neuer fa un'uscita non proprio pulita su Higuaín travolgendolo, ma è a quest'ultimo che viene fischiato un presunto fallo (inesistente direi). 
La Germania gestisce il possesso palla. 
Nell'ultima parte del secondo tempo si vede ancora qualche occasione, ma soprattutto due squadre molto affaticate. 
Si va ai supplementari, che iniziano con un tiro di Schürrle respinto da Romero e, qualche minuto dopo, la grande possibilità sprecata da Palacio (entrato nel 2° tempo al posto di Higuaín). 
Si spera soprattutto in una giocata individuale, perché la stanchezza è tanta da entrambe le parti e molti giocatori si devono fermare per i crampi. 
Si commettono più falli e Schweinsteiger, autore di un'ottima partita, deve anche lasciare il campo per un paio di minuti per farsi medicare una ferita sullo zigomo. 
Si inizia a respirare aria di rigori, poi, quando meno te l'aspetti, arriva il goal che fa entrare nella storia un ragazzo entrato in campo all'88' al posto di Klose (applauditissimo durante l'uscita). È il 113': cross di Schürrle, che Götze sfrutta con uno stop di petto e un sinistro che non lascia scampo. 
1-0 per la Germania. 
L'Argentina ha poco tempo e poche energie per cercare di arrivare ai calci di rigore, ma nel recupero ha un'ultima possibilità: una punizione di Messi. I sudamericani ci credono e sperano, i tedeschi tremano.....ma la stella argentina tira male, troppo in alto. 
Arriva il fischio finale. La Germania vince il suo quarto Mondiale. 
Oltre alle premiazioni di squadra, Neuer è stato eletto miglior portiere, titolo meritato, e Messi miglior giocatore. Su questo non sono molto d'accordo: non è un premio "alla carriera", ma un premio basato su quello che è stato fatto durante questa competizione, e penso che altri calciatori siano stati più brillanti di lui.

Si conclude così un altro Mondiale: bello, interessante, con partite spettacolari e alcuni risultati sorprendenti, vinto da una nazionale giovane, solida e determinata. Complimenti alla Germania. 
Prossimo appuntamento in Russia nel 2018.  

giovedì 10 luglio 2014

Mondiali 2014, semifinali: Olanda-Argentina. I sudamericani ritrovano la finale dopo 24 anni

Olanda-Argentina = 120 minuti di monotonia. 
L'impressione, guardando questa semifinale, è che l'Olanda, inspiegabilmente, aspettasse solo di arrivare ai rigori e l'Argentina, che non ha proprio brillato finora, sperasse in uno dei colpi giusti che l'hanno portata tra le prime quattro del mondo. 
A San Paolo si è vista una partita ricca di pioggia e povera di occasioni: nel primo tempo una parata di Cillessen su una punizione non irresistibile di Messi; al 90' una grande possibilità per Robben, che però aspetta troppo a tirare permettendo a Mascherano di salvare in scivolata; nel secondo tempo supplementare Palacio spreca l'ultima occasione con un debole pallonetto di testa. 
Si va ai rigori. Cambi esauriti per entrambe le formazioni, quindi questa volta gli olandesi si affidano al loro portiere titolare, che subisce 4 rigori su 4. Romero, invece, si trasforma nella stella argentina della serata parando i tiri di Vlaar e Sneijder. 
I sudamericani, con questo 4-2, tornano in finale dopo 24 anni e trovano ad attenderli lo stesso avversario, la Germania. 

mercoledì 9 luglio 2014

Mondiali 2014, semifinali: Brasile-Germania. Il sorprendente 7-1 degli inarrestabili tedeschi

Una semifinale incredibile! Fin dall'inizio risalta la superiorità dei tedeschi nella tecnica e nell'organizzazione. 
All'11' si sblocca il risultato: calcio d'angolo di Kroos e destro di Müller che finisce in rete. 
Ci si aspetterebbe una reazione dei padroni di casa, che invece al 23' incassano un altro goal, stavolta di Klose, che diventa il miglior marcatore di sempre dei Mondiali con 16 reti. 
Appena un minuto dopo, al 24', arriva anche il goal di Kroos, che si ripete al 26'. 
È apparso davvero tutto troppo facile, il Brasile in queste ultime azioni sembrava una squadra di bassa lega. 
Ma non basta: al 29' segna anche Khedira. 
4 reti in 7 minuti e un intero Paese sotto shock. Allo stadio si vedono solo volti increduli o in lacrime. 
Nella ripresa il Brasile prova comunque a reagire, ma l'abilissimo Neuer si fa trovare sempre pronto, non concede niente. 
Schürrle entra al posto di Klose ed è deciso a mettere in mostra il suo talento. Segna 2 reti, al 69' e al 79', e il pubblico brasiliano, deluso e arrabbiato, riserva una serie assordante di fischi alla Seleção e sottolinea i passaggi degli avversari con gli "olé". 
Al 90' arriva il goal della bandiera di Oscar e poco dopo il fischio finale dell'arbitro che segna la fine del sogno brasiliano. 
Ottima prova dei tedeschi: solidi, concreti e bene organizzati. 
La squadra che li affronterà in finale, Olanda o Argentina, non dormirà certo sonni tranquilli nell'attesa. 

sabato 5 luglio 2014

Mondiali 2014, quarti di finale: Brasile-Colombia. Rodríguez si conferma capocannoniere, ma non basta

A Fortaleza si gioca il secondo quarto di finale. I padroni di casa disputano la loro migliore partita di questo Mondiale e passano in vantaggio già al 7' su calcio d'angolo, con un colpo di coscia/ginocchio di Thiago Silva.
La Colombia prova a reagire: al 10' punizione di Guarín che però finisce molto alta sopra la traversa. Subito dopo Cuadrado ha la possibilità di pareggiare, con un sinistro che va sul fondo dopo essere stato toccato da Julio Cesar.
Al 20' è di nuovo il Brasile ad essere pericoloso: nella stessa azione Ospina respinge un tiro di Hulk e para il tentativo di Oscar.
Poco dopo occasione d'oro per i colombiani, che si trovano in area in superiorità numerica, ma Cuadrado sbaglia.
Nella seconda parte del primo tempo è soprattutto il Brasile a farsi avanti, alla ricerca del raddoppio.
Nella ripresa Thiago Silva, già diffidato, viene ammonito.
Al 66', al termine di un'azione un po' confusa, il colombiano Yepes segna, ma il gioco era già stato interrotto per un fuorigioco.
Al 69' calcio di punizione per i brasiliani: se ne incarica David Luiz, che con un tiro straordinario porta la squadra sul 2-0.
Al 78', però, la partita si riapre: Julio Cesar commette fallo su Bacca, con conseguente ammonizione (ma gli avversari vorrebbero il rosso) e calcio di rigore concesso. Realizza Rodríguez, che sale a quota 6 reti nel Mondiale, confermandosi capocannoniere.
Il match si accende e i brasiliani devono ricorrere alle loro energie ed esperienza per bloccare gli slanci dei colombiani, che sperano di raggiungere i tempi supplementari.
A pochi minuti dal termine Neymar riceve una ginocchiata nella schiena da Zúiga ed esce dal campo in lacrime in barella.
La partita finisce 2-1 per il Brasile, che però perde due giocatori molto importanti per la semifinale contro la Germania: il capitano Thiago Silva e Neymar, che ha riportato la frattura di una vertebra.

Mondiali 2014, quarti di finale: Francia-Germania. Quattro volte consecutive tra le prime quattro del mondo per i tedeschi

Martedì 8 luglio la Germania giocherà la quarta semifinale mondiale consecutiva. A deciderlo un goal di testa di Hummels su calcio di punizione battuto da Kroos al 12'.
All'inizio i francesi non reagiscono e lasciano agli avversari il controllo del gioco.
Al 24' contatto dubbio in area di rigore: Debuchy tira leggermente per la maglia Klose che va a terra (a me la caduta è sembrata un po' accentuata, ma il dubbio rimane). L'arbitro lascia proseguire.
Al 34' finalmente si rianimano i francesi con un tiro insidioso in porta di Valbuena, che però trova i guantoni di Neuer ad attenderlo, ed il salvataggio di Hummels sul tentativo di Benzema dopo la respinta del portiere.
I transalpini provano più volte a rimettersi in partita, ma senza riuscire a concretizzare.
Negli ultimi 10 minuti due grandi occasioni per Schürrle, entrato al posto di Klose riportando freschezza e velocità al gioco tedesco.
Un ultimo brivido nel finale, al 94', con un tiro di Benzema parato dal sempre pronto Neuer.
Mondiale finito per una Francia che ci ha provato, ma senza essere convincente fino in fondo e a cui sono mancati gli slanci e le scosse di giocatori come Pogba, che sembrava quasi non essere in campo.
Non è stata la partita più entusiasmante della Germania, che però ha avuto sempre la situazione sotto controllo. I migliori: Neuer e Hummels.

mercoledì 2 luglio 2014

Mondiali 2014, ottavi di finale: Belgio-USA. I "diavoli rossi" continuano la loro corsa

L'ultimo ottavo di finale di Brasile 2014 vede in campo il Belgio e gli Stati Uniti. I "diavoli rossi" partono come favoriti, ma non devono sottovalutare gli avversari, galvanizzati dal nuovo inaspettato interesse dimostrato dalla loro nazione.
Il Belgio parte subito in attacco e per tutti i 90 minuti cerca di imporre il proprio gioco. Le occasioni create sono molte e se non ci fosse stato Super Howard, il portiere americano che ha parato davvero di tutto, il risultato sarebbe stato ben diverso.
Gli statunitensi si vedono poco in attacco, ma allo scadere dei tempi regolamentari Wondolowski si ritrova a due passi dalla porta avversaria e riesce clamorosamente a sbagliare il tiro (si era già alzata in piedi mezza panchina e la faccia incredula di Klinsmann subito dopo dice tutto).
Si va ai tempi supplementari e l'ingresso di Lukaku cambia tutto: al 93' serve a De Bruyne la palla dell'1-0 e al 105' realizza il goal del 2-0.
Gli americani però non si arrendono: al 107' riaprono la partita con una rete di Green, appena entrato, e ci offrono un intenso secondo tempo supplementare alla ricerca del pareggio, che purtroppo non trovano.
Passa il Belgio ai quarti, ma per gli USA, che sono riusciti finalmente a far appassionare a questo sport i connazionali, questo mondiale potrebbe rappresentare un punto di svolta.