Ho
letto la maggior parte dei libri di Jeffery Deaver, un autore che apprezzo molto, quindi ero curiosa di scoprire
come fosse “October List”, un romanzo molto particolare perché narrato a
ritroso. Proprio così: si inizia con “Terza Parte”, “Capitolo 36” e si procede
fino all’ultimo capitolo, il numero 1.
Quando
l’ho finito mi sono chiesta come abbia fatto Deaver a non diventare matto:
scrivere un libro partendo dal finale e tornando indietro nel tempo deve essere
davvero complicato; ci sono troppi dettagli da tenere in considerazione e da
non sottovalutare e la storia deve reggere.
A
dire il vero anche leggerlo non è una passeggiata: serve concentrazione e, soprattutto
all’inizio, si fa un po’ di confusione. Scorri il primo capitolo (ops, il
numero 36) e pensi: “Ma che finale è?”.
Inoltre,
dato che si comincia con la conclusione, i personaggi ovviamente non vengono
“presentati”, la vicenda è già sviluppata, quindi andando avanti nella lettura
spesso è necessario tornare indietro per ripescare qualche particolare o
qualcosa di un personaggio che sfugge.
Non
è il romanzo più scorrevole di Deaver, ma è certamente originale e, come sempre,
lo scrittore americano riserva colpi di scena inaspettati.
Trama:
Sarah,
una bambina di sei anni, è stata rapita e sua madre, Gabriela, deve rispettare
un ultimatum se vuole riabbracciarla: in poco tempo deve racimolare mezzo
milione di dollari da pagare come riscatto e trovare la “October List”, un documento
scottante ricercato da molti.
Nessun commento:
Posta un commento