In un’ora
e mezza di gioco, Trento conquista il suo quarto scudetto e lo fa in un
PalaPanini caldissimo e affollatissimo. Questo è il coronamento, la ciliegina
sulla torta, di una stagione ricca di emozioni e soddisfazioni per una squadra
che fino a poco tempo fa era sul tetto d’Italia, d’Europa e del Mondo, ma che l’anno
scorso ha fatto i conti con un ridimensionamento. E allora largo ai giovani di
belle speranze, largo ad atleti meno esperti e titolati, largo ai vari Solé,
Lanza, Giannelli, ecc. che non avevano molto da perdere ma tanta voglia di
fare, di lavorare sodo ogni giorno in palestra per migliorare sempre più. Brava
la società, perché i risultati si sono visti eccome.
Il
ritorno di Stoytchev e Kaziyski, due perni di quella squadra incredibile, ha
completato il tutto.
In
questo 2014/2015 Trento ha vinto la regular season, è stata finalista della
Coppa Italia (vinta da Modena) e della Cev Cup (vinta dalla Dinamo Mosca, ma
con una grande prova di orgoglio della formazione italiana), si è guadagnata l’accesso
alla Champions League del prossimo anno e, per finire in bellezza, ha vinto
meritatamente lo scudetto.
Sestetti
invariati rispetto a Gara3: Lorenzetti schiera Bruno in regia, Vettori opposto,
Piano-Verhees al centro, Ngapeth-Petric a schiacciare e ricevere, Rossini
libero; Stoytchev risponde con la regia di Giannelli, Djuric opposto, i centrali
Birarelli-Solé, gli schiacciatori Kaziyski-Lanza, il libero Colaci.
Il
primo set è fantastico, con le due formazioni concentrate e pronte a tutto pur
di mettere il pallone a terra. Ogni azione è uno spettacolo e viene giocata con
grande intensità.
Il primo
tentativo di fuga è firmato da Kaziyski sul 5-7, Modena recupera subito e
capovolge la situazione con Vettori (8-7).
L’ace
di Verhees vale il 14-11 con conseguente time-out di Stoytchev. Dopo la pausa
viene ristabilito l’equilibrio grazie ad un muro di Giannelli su un mezzo
bilanciere di Ngapeth e ad un ace di Kaziyski (14-14).
Modena
torna a +3, ma ancora una volta Trento recupera con un attacco di Kaziyski
(20-20) e un muro di Djuric su Petric (20-21).
L’altalena
di emozioni non finisce qui: un fallo in palleggio di Kaziyski e un ace di
Boninfante, entrato proprio per la battuta, consentono il 23-22. Ngapeth conquista
un set-point (24-23), annullato da Djuric. Lo schiacciatore francese attacca
out, concedendo il 24-25 subito trasformato in vittoria da Djuric (24-26).
Modena
accusa un po’ il colpo e Trento ne approfitta per partire in quarta: 1-4. I
padroni di casa pareggiano i conti con Ngapeth (5-5), poi gli ospiti
riallungano con un ace di Lanza (5-8). Il parziale prosegue per un po’ con gli
allunghi di Trento e i recuperi di Modena (11-11, 11-14, 14-14), dopodiché si
giunge ad una fase punto a punto. L’equilibrio viene interrotto da un muro di
Birarelli su una pipe di Ngapeth e da un attacco di Djuric (18-21). Gli ospiti
mantengono il +3 grazie a Giannelli (20-23). La difesa di Colaci cade nel campo
avversario, regalando quattro set-point. Chiude Giannelli con un ace (20-25).
Le cose
diventano sempre più difficili per Modena, che non può più permettersi errori,
mentre Trento è ad un passo, o meglio, ad un set dal suo quarto scudetto.
Si
inizia con un netto 0-4, un fallo in palleggio di Bruno e il time-out richiesto
da Lorenzetti.
Il muro
di Giannelli su Vettori vale il 2-7.
Gli
atleti di Lorenzetti perdono il filo del discorso, fanno fatica a reagire e a
mostrare quel divertimento in campo che tanto era piaciuto nel corso della
stagione; mentre dall’altra parte della rete cresce l’entusiasmo e la voglia di
chiudere i conti e festeggiare.
Al
time-out tecnico Trento è avanti di tre punti (9-12), ma presto il divario
aumenta grazie anche a super Giannelli, che alle abilità al palleggio unisce
attacchi, ace...insomma, fa di tutto e di più e porta i suoi sul 13-18.
Djuric sigla
il 17-22 dopo un salvataggio spettacolare di Colaci.
Ngapeth
sbaglia dai nove metri: 19-24.
Solé
mette a terra il pallone che vale la vittoria e lo scudetto (19-25).
Modena
non è riuscita a mettere le mani sull’ambito trofeo e neanche a portare Trento
a gara5. È
apparsa diversa dalla squadra bella e frizzante che si è vista per tutta la
stagione.
Gli
emiliani possono comunque essere soddisfatti per il loro percorso: sono tornati
a vivere il Campionato da protagonisti, hanno vinto la Coppa Italia, hanno conquistato
l’accesso alla prossima Champions League, hanno mostrato un livello di gioco
davvero alto, sono tornati a far sognare ad occhi aperti i propri tifosi.
MVP:
con il procedere della partita diventava sempre più prevedibile l’assegnazione
del premio a Simone Giannelli. Prestazione da incorniciare per il giovane
palleggiatore, che ha retto benissimo la pressione di una finale e anzi, ha portato
freschezza, lucidità ed entusiasmo in campo, oltre al suo indiscutibile talento.
Inoltre, non si è limitato a gestire il gioco al meglio, ma si è reso
protagonista con attacchi, muri ed ace, mettendo a referto 7 punti e tanta
personalità.
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