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lunedì 21 luglio 2014

World League 2014, finale 3°- 4° posto: Italia-Iran. Un altro bronzo conquistato dagli Azzurri

"Fame". È stata la parola più usata in questi giorni a Firenze. Gli Azzurri negli ultimi anni hanno dimostrato di essere una delle squadre più forti, caratterizzata da alti e bassi (come tutte d'altronde), ma spesso in lotta per il podio. Questa volta però, in parte per la manifestazione in casa e in parte per la voglia e il bisogno di ottenere il gradino più alto, il gruppo aveva fame appunto, voleva conquistare l'unica medaglia che ancora manca, quella d'oro. 
La Final Six è iniziata molto bene, con le vittorie su USA e Australia per 3-0. 
Poi è arrivata la semifinale, il punto cruciale, e lì si è come spento un interruttore nella testa dei nostri. Il Brasile è una squadra difficile da affrontare, ma la delusione è arrivata soprattutto per il modo in cui l'Italia ha perso, per il poco spirito combattivo che è apparso in campo. 
Dopo questa brutta sconfitta, però, c'era ancora una possibilità: quella di cancellare subito gli errori fatti e lottare per la seconda medaglia di bronzo consecutiva nella World League. 
Alle 17:30 è iniziata la sfida con l'Iran in un Mandela Forum gremito. 
Una cosa positiva è che non c'è stata una "star", tutti hanno dato il proprio contributo, hanno giocato da squadra: buona prova di Anzani, che ha realizzato 4 punti a muro e 8 in totale; 7 punti per Buti; 10 per Lanza e Parodi; 14 per Zaytsev, top scorer del match; bravo Travica a gestire tutti e a chiudere personalmente la partita; positiva anche la prestazione di Rossini, che durante le premiazioni ha ricevuto anche il riconoscimento come miglior libero della manifestazione. 
In meno di un'ora e mezza l'Italia ha battuto l'Iran 3-0 ed è tornata così ancora una volta sul podio. 
Certo, non sarà l'oro, e certo, hanno sprecato un'occasione, ma una medaglia è pur sempre una medaglia, e non è facile o scontato confermare risultati di questo livello nel corso degli anni. 
Quindi bravi e forza Azzurri, in attesa di un Mondiale che, chissà, magari ci riserverà altre belle sorprese. 

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