Olanda-Argentina = 120 minuti di monotonia.
L'impressione, guardando questa semifinale, è che l'Olanda, inspiegabilmente, aspettasse solo di arrivare ai rigori e l'Argentina, che non ha proprio brillato finora, sperasse in uno dei colpi giusti che l'hanno portata tra le prime quattro del mondo.
A San Paolo si è vista una partita ricca di pioggia e povera di occasioni: nel primo tempo una parata di Cillessen su una punizione non irresistibile di Messi; al 90' una grande possibilità per Robben, che però aspetta troppo a tirare permettendo a Mascherano di salvare in scivolata; nel secondo tempo supplementare Palacio spreca l'ultima occasione con un debole pallonetto di testa.
Si va ai rigori. Cambi esauriti per entrambe le formazioni, quindi questa volta gli olandesi si affidano al loro portiere titolare, che subisce 4 rigori su 4. Romero, invece, si trasforma nella stella argentina della serata parando i tiri di Vlaar e Sneijder.
I sudamericani, con questo 4-2, tornano in finale dopo 24 anni e trovano ad attenderli lo stesso avversario, la Germania.
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