Il primo libro che ho letto di Khaled Hosseini non è stato "Il cacciatore di aquiloni" ma "Mille splendidi soli". Ora, a distanza di qualche anno, mi è capitata sotto gli occhi la versione inglese del libro e l'ho presa senza pensarci due volte.
Una cosa che mi colpisce dei libri di Hosseini è il realismo: scordatevi una storiella, magari un po' strappalacrime, con un lieto fine in stile Disney. Le sue storie riguardano personaggi inventati, ma in cui potrebbero riconoscersi migliaia e migliaia di afghani (e non solo).
Le vite dei protagonisti si intrecciano con gli eventi storici (reali) avvenuti negli ultimi decenni in Afghanistan.
Il lettore si ritrova immerso in un mondo che vede protagoniste la violenza, la paura e la speranza e inizia a riflettere sulle differenze da Paese a Paese, anche nelle piccole cose della quotidianità, in un vortice di emozioni che per quanto mi riguarda comprendono la tristezza e la rabbia, dal momento che almeno sul piano teorico non viviamo nella preistoria e certe cose non dovrebbero nemmeno essere pensabili.
Consiglio di leggere "Mille splendidi soli", un bel libro scritto bene, la storia di Mariam e di Laila, che hanno vissuto l'infanzia in modo totalmente diverso, ma crescendo si sono trovate a condividere lo stesso triste destino.
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